Pensione quota 100 diventa definitiva, i requisiti ufficiali

La pensione quota 100 diventa definitiva, importanti novità per gli statali e per i dipendenti del comparto scuola, inserita una nuova clausola.

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pensione anticipata

Approvato il decreto pensione Quota 100, da febbraio i lavoratori potranno accedere finalmente alla pensione anticipata con 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. Questa misura ha subito un iter contorto fino ad arrivare alla sua approvazione, modifiche fino agli ultimi istanti. Analizziamo le novità che riguardano soprattutto i dipendenti pubblici.

Pensione Quota 100 per tre anni

Potranno accedere alla quota 100, nel 2019, i nati entro il 1956 che hanno lavorato senza interruzione dal 1980. I requisiti richiesti per questa misura sono 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi. Il premier Salvini, più volte, ha affermato di volere: “quota 100 senza limiti e penalizzazioni“.

La nuova pensione è sperimentale e avrà una durata di tre anni, dal 2019 al 2021, i lavoratori privati potranno andare in pensione il 1° aprile 2019 se avranno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018, successivamente dovranno attendere tre mesi dalla maturazione dei requisiti. La novità nel decreto è rappresentata dai dipendenti pubblici, modificata la prima data di uscita dal 1° luglio al 1° agosto se hanno maturato i requisiti entro il 31 marzo 2019, successivamente dovranno attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti e dovranno dare le dimissioni per pensionamento entro sei mesi alle amministrazioni. Per i dipendenti del comparto scuola importanti novità: l’uscita prevista il 1° settembre e potranno presentare domanda di pensionamento entro il 28 febbraio 2019.

Pensione quota 100 e cumulo lavoro

La pensione quota 100 non è cumulabile con altri redditi di lavoro, fanno eccezione i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale con un massimo di 5.000 euro annui.

Clausola “salva-spesa”

Inserita la clausola “salva -spesa” che consiste in un monitoraggio della spesa pubblica dedicato a quota 100, per evitare sforamenti. L’Inps dovrà monitorare bimestralmente le richieste di pensionamento e controllare che non ci siano sforamenti. Nel caso di sforamento scatteranno le misure correttive previste nella Riforma di Bilancio dello Stato.

Per gli statali è cambiata la data di uscita, dal 1° luglio è slittata al 1° agosto, successivamente la finestra resta di sei mesi con sei mesi di preavviso alle amministrazioni. Per la scuola la prima uscita  è il 1° settembre e la domanda potrà essere effettuata entro il 28 febbraio 2019.

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