Pensione quota 100: decorrenza trattamento per dipendenti pubblici cessati dal servizio

Quanto devono attendere per la decorrenza della pensione i lavoratori cessati dal servizio delle pubbliche amministrazioni con la quota 100?

di , pubblicato il
pensioni-quota-100

Gentile dottoressa Del Pidio,

espongo nuovamente, stante l’uscita di ulteriori “provvedimenti”, la mia situazione, tutto sommato simile a quella di cui al seguente link: https://www.investireoggi.it/fisco/pensione-quota-100-da-ape-volontario-da-quando-la-decorrenz/

Sono ex insegnante ed ho cessato il servizio nel 2017 per dimissioni volontarie.

In possesso dei 2 requisiti previsti per “Quota 100” al 31/12/2018, ho presentato domanda di pensione Quota 100 con decorrenza 1/4/19, in quanto l’art14 c6 del DL convertito in Legge (“tenuto conto della specificità del rapporto di impiego nella pubblica amministrazione e dell’esigenza di garantire la continuità e il buon andamento dell’azione amministrativa” ), che posticipa la decorrenza al 1/8/19, non può riferirsi ad un caso come il mio, da tempo disoccupato e dunque non attualmente in servizio.

Il Messaggio INPS 1551-16/4/19 afferma invece (Quesito/Chiarimento 1.11) che per la decorrenza pensionistica dei dipendenti pubblici cessati prima di presentare domanda di pensione “Quota 100” occorre fare riferimento all’ultima attività lavorativa svolta (e fa pure riferimento alla circolare applicativa INPS 11-29/1/19), dunque che per un caso come il mio la pensione Quota 100 decorrerebbe dal 1/8/19.

Ciononostante, stante che l’unico motivo più volte dichiarato dai membri del Governo, ed infatti chiaramente addotto dal legislatore nel DL, per questa discriminazione tra dipendenti pubblici e privati, è in sostanza quello di evitare il blocco dei pubblici servizi, e che il pensionamento di un ex-dipendente ora disoccupato NON influisce in alcun modo sulla “continuità dell’azione amministrativa”, il messaggio in questione, come pure la circolare cui fa riferimento, mi appaiono immotivati rispetto alla “ratio” della legge.

Ci terrei molto ad un Suo parere sull’argomento, ed anche ad un Suo suggerimento se c’è qualcosa che in casi come il mio convenga fare (4 mesi di pensione in meno sono una cifra non indifferente …!). 

Leggo anche di un recentissimo pronunciamento della Corte Costituzionale che riconosce la non-illegittimità del pagamento a rate e differito del Trattamento di Fine Servizio per i dipendenti pubblici, che siano cessati per dimissioni o pensionamento anticipato, rispetto al trattamento praticamente immediato riservato ai dipendenti privati (lasciando tuttavia impregiudicata la situazione per chi invece arriva a pensionamento per anzianità) che non so se possa costituire un precedente a sfavore…

RingraziandoLa fin d’ora, invio i saluti più cordiali.

Decorrenza pensione quota 100

Da un punto di vista prettamente logico lei non ha torto: la finestra di attesa di 6 mesi per la decorrenza della pensione nel pubblico impiego era stata motivata per dare tempo di ricambiare il personale e dare continuità all’azione dell’amministrazione stessa. Cosa, appunto, ininfluente per i lavoratori cessati dal servizio. Cosa talmente logica che, prima della precisazione del messeggio 1551 del 16 aprile, io rispondevo a chi ex dipendente della pubblica amministrazione mi chiedeva i tempi di decorrenza che non doveva attendere i 6 mesi dalla maturazione dei requisiti ma soltanto 3, come i dipendenti privati.

Il messaggio 1551, invece, sovverte tutto chiarendo che si deve fare riferimento, per i lavoratori disoccupati, all’ultima occupazione: se era nella pubblica amministrazione si rientra nella finestra di attesa di 6 mesi per le decorrenza della pensione come chi è ancora in servizio (per i quali l’attesa è motivata dal preavviso da presentare all’amministrazione stessa).

Dal punto di vista legislativo, quindi, il lavoratore disoccupato che ha avuto come ultimo impiego un lavoro nel pubblico impiego l’attesa deve essere di 6 mesi per la decorrenza della pensione, anche se la cosa non ha alcuna motivazione “funzionale” (se non probabilmente quella di ritardare la decorrenza della pensione stessa di 3 mesi per un considerevole risparmio per le casse dello Stato).

Non ci sono, quindi, suggerimenti su cosa poter fare per accelerare la decorrenza della pensione visto che la normativa parla chiaro.

Su TFR, invece, non so davvero cosa dirle se non che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni vivono questa ingiustizia ormai da tanto, troppo tempo.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , , ,