Pensione quota 100 con 62 anni e 38 anni di contributi: un’ingiustizia?

In Italia non è ingiusta la quota 100 ma il sistema previdenziale, ecco perchè.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
In Italia non è ingiusta la quota 100 ma il sistema previdenziale, ecco perchè.

Io ho 62 anni e 38,9 di contributi misti versati.
Un articolo recita che oggi i giovani stanno pagando la pensione a chi va in pensione con la quota 100, perché’ i conti dell’INPS sono in rosso.
Io  ho versato in tutta la mia vita lavorativa ca. € 600.000,00. Dove sono andati a finire i soldi per la mia pensione?  A questo punto proporrei che mi restituissero il versato e non mi diano pensione. Cosa ne pensi?

Cordiali saluti.

Non so quanto possa contare il mio punto di vista in proposito, che alla fine è quello di un lavoratore e non quello di un legislatore. Ma lo do volentieri poichè le pensioni sono una tematica che tocca un pò tutti, me compresa.

Quota 100 e Inps in rosso

Ormai sono anni che si sente dire che i giovani pagano le pensioni attuali, che i contributi di chi sta versando adesso vanno ad erogare le pensioni di chi ha lavorato in passato e che se si smettesse si versare contributi le pensioni per le nuove generazioni non ci sarebbero. Ovviamente questo sistema non è giusto ma è su questo che si basa la previdenza italiana. I soldi della sua pensione, come quelli di chissà quanti altri lavoratori, hanno pagato le pensioni in essere fino a questo momento e, sicuramente, se chiedesse all’Inps di restituirle quanto versato durante la sua vita lavorativa (ignorando il fatto che l’Inps non restituisce i contributi versati neanche quando non possono essere utilizzati per ottenere una pensione, figuriamoci se lo fa quando invece a una pensione danno diritto!) sicuramente i suoi soldi non ci sarebbero più.

Sistema previdenziale italiano

Il sistema previdenziale italiano è basato su un sistema pensionistico pubblico obbligatorio mentre è completamente assente, nel nostro Paese, un sistema pensionistico privato obbligatorio. Praticamente siamo obbligati a versare i contributi al sistema pubblico che attualmente è regolato dalla riforma Fornero e dalla riforma Dini. Questo sistema pensionistico è senza patrimonio di previdenza finanziato con imposizione fiscale.

In Italia il sistema pensionistico è basato sulla previdenza obbligatoria(Inps, Inpdap, Casse professionali, ecc.) che assicura a tutti i cittadini la pensione di base.

Scelgo di non avere la pensione

In Italia, quindi, se si lavora si è obbligati a versare i contributi alla previdenza pubblica, non si può scegliere di non versare i contributi e non percepire, poi, la pensione. Questo perchè lo Stato deve farsi garante del benessere dei cittadini anche in vecchiaia, quando poi non potranno più provvedere al proprio mantenimento con il lavoro e, quindi, li obbliga, di fatto, a versare contributi per garantirsi una pensione. Ma c’è una contraddizione in tutto questo: chi non raggiunge i 20 anni di contributi versati e non può accedere all’assegno sociale, di fatto, pur avendo versato i contributi obbligatori, si ritroverà senza pensione poichè con meno di 20 anni di contributi il diritto non si acquisisce. E i soldi versati? Non saranno restituiti, ovviamente.

Un cittadino italiano, quindi, non può scegliere di versare i propri contributi in un sistema di previdenza privato che gli garantisca la pensione anche con meno di 20 anni di contributi. Il privato può essere scelto solo per una pensione integrativa, ovvero oltre ai contributi obbligatori che già si versano nel sistema previdenziale pubblico.

Conclusioni

Trovo, ovviamente, ingiusto il sistema previdenziale nel nostro Paese, ma non per la quota 100 o per il fatto che i giovani paghino la pensione ai vecchi. Semplicemente lo trovo ingiusto perchè non permette al lavoratore di scegliere ciò che è meglio, perchè non permette al lavoratore che ha iniziato a lavorare tardi di avere una pensione, perchè giunti all’età pensionabile il sistema previdenziale non liquida la pensione maturata in base agli anni di contributi versati (anche se sono inferiori a 20) invece di negarla a chi non raggiunge un requisito contributivo fissato.

Ci sarebbe molto da dire, ma come ho premesso parlo da lavoratore e non da legislatore e, purtroppo le mie parole resteranno solo parole vuote, magari condivise da molti ma pur sempre inutili.

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Argomenti: News pensioni, Pensione vecchiaia