Pensione Quota 100 a quanto ammonta la penalizzazione?

Pensione Quota 100, per chi aderisce ci sarà una penalizzazione? Cosa prevede il calcolo dell'assegno pensionistico? Tutte le ultime indiscrezioni.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Cosa fare se la domanda di APE Sociale viene respinta

Pensione Quota 100: Gentilissima Sig Angelina, sono nata nel 1956, ho 36 anni di contributi interamente versati, il mio lavoro rientra tra quelli gravosi e usurante, sono alle dipendenze,tuttora, presso una struttura privata ….riesco ad uscire dal mondo del lavoro con quota 100? Di quanto sarò penalizzata? Infinitamente grazie.

 

La misura pensionistica Quota 100 è ancora allo studio al Governo, le ultime dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini, che conferma la misura dichiarando “quota 100 integrale, senza paletti”. Quindi sembra che le prime promesse saranno mantenute.

Salta l’ipotesi della Quota 100 con il requisito dei 64 anni di età. Inoltre il premier conferma la modifica alla Legge Fornero.

In pratica, potrebbero accedere alla Quota 100 tutti coloro che sommando l’età anagrafica e i contributi versati raggiungono la somma 100. Il costo della misura, secondo le stime del Governo, circa 6 – 8 miliardi.

Ricordiamo la petizione lanciata la scorsa settimana dai nostri lettori, che prevedeva la misura Quota 100 senza limiti e paletti, ma non è l’unica misura inserita nella petizione. Per saperne di più e per firmare la petizione, digita qui: Pensione Quota 100 (età+contributi), Quota 41 per tutti, Quota 35 Caregiver,il cambiamento

Penalizzazione Quota 100

Tra le tante ipotesi allo studio, si è parlato di una penalizzazione sull’importo dell’assegno previdenziale per coloro che accedono alla Quota 100. L’importo dell’assegno sarebbe più basso perchè calcolato con il sistema contributivo.

Il calcolo della pensione con il sistema contributivo è stato introdotto dalla riforma Dini del 1995. La pensione, nel regime contributivo, è strettamente collegata alla contribuzione versata nell’arco dell’intera vita lavorativa e non agli stipendi dell’ultimo periodo, come avviene con il sistema retributivo.

Il sistema contributivo è penalizzante rispetto a quello retributivo, perché, in genere, gli stipendi degli ultimi anni sono sempre più elevati. Dato che gli ultimi stipendi sono, in genere, i più elevati, è facile intuire come il criterio contributivo risulti assai meno conveniente. Inoltre, a seguito della riforma Dini, il sistema di calcolo della pensione si differenzia in base all’anzianità maturata al 31 dicembre 1995, precisamente:

  • Per chi aveva maturato almeno 18 anni di contribuzione si applica il tradizionale criterio retributivo (ora limitato all’anzianità acquisita sino al 31 dicembre del 2011), legato agli stipendi degli ultimi anni;
  • per chi aveva meno di 18 anni di contributi, il criterio utilizzato è il misto. Il calcolo viene effettuato retributivo per l’anzianità maturata sino al 1995 e contributivo per i periodi di attività successivi;
  • per i nuovi assunti dal primo gennaio 1996, si applica invece il solo criterio contributivo.

Conclusione

Queste sono solo previsioni, per sapere certezze, bisogna attendere. Dalle ultime indiscrezioni, per poter accedere alla Quota 100 deve sommare età + contributi, dalla somma deve uscire 100. In riferimento alla penalizzazione, anche qui bisogna attendere, al momento non si sa come verrà considerato il calcolo dell’assegno pensionistico.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate