Pensione prima più tardi? Ecco a chi conviene la riforma pensioni

Con la riforma pensioni smetterò di lavorare prima o più tardi? Guida ai requisiti e al calcolo per l'uscita: a chi conviene e a chi no.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Con la riforma pensioni smetterò di lavorare prima o più tardi? Guida ai requisiti e al calcolo per l'uscita: a chi conviene e a chi no.

Quota 100, ipotesi quota 41 e pensione di cittadinanza: questi i pilastri della riforma pensioni al vaglio del governo Lega-5 Stelle. Ma se le misure passassero chi ci guadagnerebbe? Quali categorie di lavoratori andrebbero in pensione prima con i nuovi sistemi e quali dopo?

Quota 100: i più avvantaggiati saranno gli uomini classe 1957

La quota 100 fissa l’uscita per la pensione a 62 anni e 38 anni di versamenti. La pensione 2019 in altre parole aprirebbe le porte ai nati nel 1957 che hanno iniziato a lavorare nei primi anni 80. Questi ultimi avranno un anticipo sulla pensione fino a 5 anni rispetto ai requisiti della Legge Fornero che fissavano l’uscita a 67 anni. Non andrebbe male neppure alla classe 56 che risparmierebbero 4 anni (sempre fermi 38 anni di contributi). Sulla carta la quota 100 dovrebbe favorire anche le donne ma è veramente così? Le lavoratrici nate tra il ’53 e il ’57, che nel 2019 potranno contare su 38 anni di versamenti, sono una minoranza e concentrate soprattutto nel comparto pubblico. Per compensare questo gap si preme per la reintroduzione dell’opzione donna 2020.

Pensione senza limiti anagrafici: quota 41 solo un’idea

Molte le promesse fatte a chi invece ha iniziato a lavorare molto giovane e vuole uscire facendo leva sui contributi, indipendentemente dall’età anagrafica. Ma le possibilità dell’introduzione della quota 41 nel 2019 sono molto remote.

Pensione di cittadinanza: a chi spetterebbe?

Altro pilastro della riforma pensioni è rappresentato dalla pensione di cittadinanza fissata a 780 euro. Quante persone ne potranno concretamente beneficiare? Se nelle prestazioni si annoverano anche quelle assistenziali si superano i 4,5 milioni di trattamenti.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni