Pensione Opzione donna dal 2019, la proroga nel decreto, cosa prevede

Nella bozza del decreto insirita anche la proroga dell'Opzione donna per il 2019, tante le criticità e perplessità sui requisiti, ecco cosa prevede.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione anticipata Opzione Donna

Presentato la bozza del decreto della riforma pensione, che contiene la proroga dell’Opzione donna, analizziamo cosa riporta rispondendo al quesito di una nostra lettrice.

L’Opzione donna prevede il calcolo con il sistema contributivo, possono accedere le lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959, e le lavoratrici autonome nate entro il 31 dicembre 1958, le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni di contributi.

Opzione donna 2019 quando fare domanda

Ho 62 anni e 36 di contributi.  Potrò  andare in pensione  con opzione donna? E quando  si saprà  con certezza?  Grazie

Lei può aderire all’Opzione donna, in quanto rientra nei requisiti richiesti. Al momento il decreto è solo una bozza bisogna attendere che diventi definitivo, e l’Inps pubblichi le disposizioni attuative.

Opzione donna o opzione fregatura (lettera aperta)

Gentile, faccio riferimento alla lettera dell’insegnante che è andata in pensione con la famigerata opzione-donna. Anch’io, a causa di necessità familiari (madre gravemente invalida con necessità di essere accudita h24), ho dovuto optare per l’opzione-donna (leggasi opzione-fregatura). Ero un livello medio-alto della Pubblica Amministrazione con uno stipendio di euro 1650 netti e mi sono ritrovata con una pensione di circa euro 1.048 netti. Se avessi saputo che dopo soltanto tre anni dal mio pensionamento il governo avrebbe modificato la legge Fornero, certamente avrei “stretto i denti” e pagato una badante per il tempo che mancava al pensionamento con le nuove regole.

E’ proprio vero che questo è un paese dove le regole pensionistiche sono continuamente modificate senza considerare le possibili  disparità di trattamento economico che si vengono a creare e dal momento che lo Stato non aiuta i cosiddetti “care givers” (più semplicemente definiti badanti familiari) non posso assolutamente accettare il discorso secondo il quale chi ha aderito all’opzione donna(quelle come me non avevano scelta in quel momento se non volevano soccombere fisicamente e psicologicamente) non possa avere un trattamento economico che sia meno punitivo di quello che ha ricevuto.

Ha ragione il Presidente dell’INPS Boeri quando afferma che questa riforma è ingiusta nei confronti di chi è andato in pensione con l’opzione-donna.

Mi auguro che in futuro si possa aderire ad una possibile Class Action contro questa nuova riforma delle pensione.

Saluti

P.S.: sono una di quelle che ha votato il movimento cinque stelle ….

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Lettere, News pensioni, Opzione donna