Pensione Opzione donna: a chi non è concesso usufruirne?

Ecco quali sono le donne beffate dall'aspettativa di vita che non potranno usufruire dell'opzione donna.

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E’ la stima di vita a beffare le nate nell’ultimo trimestre del 1958 che, proprio in virtù di questo aumento, non potranno usufruire del regime sperimentale Opzione donna.   Dopo quanto varato dalla Legge di Stabilità 2016 non sarà concesso, infatti alle nate nell’ultimo trimestre del 1958, di accedere alla pensione con l’Opzione donna, legge 243/2004. Anche se con la Legge di Stabilità 2016 si sono ripristinati i termini di scadenza originari della legge, ovvero potranno usufruirne tutte le lavoratrici che raggiungeranno i requisiti richiesti entro il 31/12/2015, la non cancellazione dell’aspettativa di vita porterà all’esclusione di molte donne che proprio in virtù dell’aumento dell’età pensionabile anche nel regime sperimentale, non potranno accedere all’opzione donna.   L’opzione donna è il regime sperimentale introdotto dalla Legge Maroni 243 del 2004 che permette alle lavoratrici di accedere alla pensione con 35 anni di contributi e 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti e con 58 anni di età per le autonome.   L’adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, però, porterà l’età pensionabile a salire di 3 mesi anche nel regime sperimentale richiedendo 57 anni e 3 mesi per le lavoratrici dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome. Per questo motivo le donne nate nell’ultimo trimestre del 1958 (per le dipendenti) e del 1957 (per le autonome) non riusciranno a perfezionare il requisito anagrafico richiesto per accedere alla pensione. Riforma pensioni: su opzione donna ed esodati correzioni alla Legge di Stabilità Riforma pensioni: opzione donna non conviene, ecco quanto si perde al mese

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