Pensione, non chiamatela quota 100! La proposta di Boeri

Pensione quota 100: Boeri propone di cambiare nome alla riforma per non illudere i cittadini

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Pensione quota 100: Boeri propone di cambiare nome alla riforma per non illudere i cittadini

Tito Boeri è tornato a parlare con toni critici della quota 100. L’attuale Presidente Inps non ha mai nascosto le sue perplessità in merito alla riforma pensioni e più volte è stato protagonista di dibattiti con il governo proprio per la sua posizione contraria a quota 100.

Da subito Boeri ha risposto alla proposta di riforma quota 100 sottolineando l’aggravio eccessivo per le casse dell’Inps. Ma questa volta punta il dito proprio contro il meccanismo di uscita a partire dal nome che, a suo parere, nasconderebbe un tranello per i lavoratori.

Si chiama quota 100 infatti ma, come abbiamo spiegato più volte, per alcuni dei richiedenti a conti fatti si tratterebbe di una quota 101, 102, 103 e così a salire.
In realtà non si tratta di una scoperta fatta dal Presidente Inps. Il fatto è che, proprio per contenere i costi della riforma quota 100, il governo ha deciso di fissare alcuni paletti per l’uscita con quota 100. Tra questi il requisito anagrafico minimo a 62 anni e il montante contributivo non inferiore a 38 anni. Chi, ad esempio, ha 61 anni ma 39 di contributi (anche se la somma dà 100) non potrà andare in pensione con questo sistema ma dovrà aspettare un anno in più per raggiungere i 62 anni di età quindi di fatto uscirà a quota 102 (62 anni più 40 di contributi).

Si tratta di un’ingiustizia? Chi si trova in questa situazione potrebbe ritenere che sia proprio così ma i paletti all’età e agli anni di contributi sono stati inseriti per una questione di contenimento dei costi della riforma pensioni.
Questa la dichiarazione di Boeri in merito alla questione: “Dovremmo abolire il termine quota 100, e’ fuorviante, rischia di alimentare illusioni tra chi ha 63 anni di età e 37 di contributi e via’ cosi'”. Poi ha spiegato, sempre senza giri di parole che “il confronto in atto su cosa fare sulle pensioni e’ in situazione di impasse – afferma – in cui si fa fatica a fare progressi. ora si discute delle modalita’ per contenerla, usando il meccanismo di salvaguardia, una specie di rubinetto per far andare alcuni e altri no, ma non e’ fattibile dal punto di vista giuridico e avrebbe l’effetto negativo di far scappare la gente in pensione appena possibile”.

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Argomenti: News pensioni, Riforma pensioni