Pensione: minimo di 650 euro per i giovani, la nuova proposta

Pensione, la nuova proposta per i giovani: un minimo previdenziale di 650 euro fino ad arrivare ad un massimo di 1.000 euro, si valutano anche sconti per le donne.

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Pensione, la nuova proposta per i giovani: un minimo previdenziale di 650 euro fino ad arrivare ad un massimo di 1.000 euro, si valutano anche sconti per le donne.

Pensione, sempre più preoccupazioni per i giovani, la proposta è quella di introdurre una somma minima previdenziale di circa 650 euro ai lavoratori che hanno un’anzianità contributiva minimo di venti anni. I lavoratori potranno arrivare ad una prestazione massima di mille euro. la Proposta è stata presentata dal presidente del Cosniglio Stefano Patriarca. Questa proposta per si presenta con numerose criticità.

Pensione, uscita a 67 anni, le ultime news

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, boccia il blocco dell’età pensionabile a 66 anni e 7 mesi e afferma l’innalzamento a 67 anni dal 2019.

Secondo Boeri, il blocco costerebbe all’INPS 141 miliardi di spesa in più.
Non sono d’accordo su questa posizione i due ex ministri del Lavoro Maurizio Sacconi e Cesare Damiano, autori della proposta di congelamento provvisorio o di rimodulazione del meccanismo. Secondo Damiano e Sacconi, Boeri si basa su presupposti inesistenti, non è stata proposta l’annullamento tra età pensionabile e aspettativa di vita, ma la rimodulazione temporale per alleggerire l’età lavorativa, di circa sei anni, sulla generazione già adulta, all’atto dell’approvazione della legge Fornero. Questo, spiegano, Damiano e Sacconti, per garantire stabilità e continuità nel mondo del lavoro.

Pensione, uscita a 67 anni, Ape social e Quota 41, le ultime news ad oggi 17 luglio

Boom di domande Ape social e precoci

Sono pervenute 66.409 domande di pensionamento anticipato per Ape social e lavoratori precoci. Il Governo aveva previsto sessanta mila domande. Ora l’INPS dovrà effettuare la verifica dei requisiti ed entro il 15 ottobre pubblicherà la graduatoria definitiva. Da un primo monitoraggio, si evidenzia che solo il 23,2% delle domande riguardano le donne.
Nella fase 2 del tavolo tecnico, si è parlato di riconoscere un bonus alle lavoratrici per agevolare il raggiungimento dei requisiti per poter accedere all’Ape, ed esattamente, 30 anni se disoccupati o disabili e 36 in caso di attività gravose.

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