Pensione lavoro usurante notturno, se il Ministero della difesa non rilascia la certificazione cosa fare?

Pensione lavoro usurante notturno, passati molti anni, il Ministero della difesa, non rilascia la certificazione perchè non obbligato, in questi casi cosa fare per far valere i propri diritti? Si può presentare una diversa documentazione?

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione usurante la certificazione

Pensione lavoro usurante notturno, il quesito di un nostro lettore:

Sono un dipendente del ministero della difesa e ho svolto lavoro notturno per circa 25 anni. Ho i requisiti per poter beneficiare dell’accesso anticipato alla pensione secondo la legge Fornero, ma la mia amministrazione non è in possesso della certificazione necessaria da inviare all’INPS (numero di notti lavorative effettuate anno per anno)in quanto, mi è stato risposto, che dopo 10 anni l’ente non è più tenuto alla conservazione della documentazione. Faccio presente che a me interessa il periodo dal 1984 al 2011, dove ho svolto lavoro notturno per 8 notti al mese. L’unica documentazione in mio possesso sono solo alcune buste paga con le ore notturne lavorate e relativi emolumenti percepiti e una dichiarazione dell’ente che attesta la qualifica e il lavoro svolto a turni h 24. Cosa devo fare per far  valere i miei diritti?

Risposta

L’Inps con il messaggio n. 24235/2017, ha chiarito la documentazione utile per accedere al beneficio pensionistico.

Nel messaggio viene chiarito che la documentazione utile non può essere rappresentata dalle sole buste paga dei lavoratori contenenti esclusivamente l’indicazione della indennità percepita.

La normativa, prevede che il lavoro notturno deve essere desumibile da fondamentali elementi quali il numero di ore svolte per ciascun giorno lavorativo di lavoro notturno.

Per perfezionare l’istanza, quindi, sarà necessario produrre ulteriori documenti:

  • contratto individuale, collettivo nazionale o aziendale;
  • eventuali ordini di servizio, che consentano all’Istituto il rispetto delle condizioni fissate dalla norma.

Riassumendo il lavoro notturno eseguito, per essere valido ai fini dell’anticipazione della pensione, deve essere documentato.

Se nelle buste paga non vi è un dettaglio delle ore eseguite (indicazione forfetaria in assenza dei cartellini presenze) la prova può essere fornita anche tramite altra documentazione: contratto di lavoro individuale, aziendale, collettivo oppure dagli ordini di servizio.

Certificazione lavoro notturno nel settore pubblico

Ai fini del diritto alla pensione anticipata restano da produrre una certificazione del datore di lavoro pubblico che attesti lo svolgimento e la durata delle attività usuranti svolte ed il servizio prestato presso le pubbliche amministrazioni e le corrispondenti retribuzioni percepite.

Le dichiarazioni del datore di lavoro non sono valide se non supportate da idonea documentazione dell’epoca: ordini di servizio, schemi di turnazione del personale, registri delle presenze ed eventuali atti di affidamento di incarichi e mansioni, e tutta la documentazione da dove si può dedurre i turni di lavoro.

Il tempo passa e purtroppo i fogli presenza, i registri, le schede timbrature, i vecchi CCNL ed integrativi aziendali, gli ordini di servizio sono documenti che non sempre il datore di lavoro o il lavoratore hanno conservato oltre il decennio.

Questo rappresenta un problema per chi richiede l’accesso al beneficio per aver svolto per almeno metà della vita lavorativa attività usurante e questa si collochi nella prima parte della carriera.

Il recente decreto Ministeriale che ha sostituito il testo del 2011 ha apportato alcune modifiche all’elenco della documentazione necessaria distinguendola a seconda del settore pubblico o privato del datore di lavoro e nell’ambito privato, tra contratti stipulati prima o dopo l’11 gennaio 2008.

Dal 2008 molti elementi sono già disponibili nei data base dell’INPS perché trasmessi dai datori di lavoro con le denunce mensili e le comunicazioni telematiche.

Lavori notturni settore pubblico: Decreto ministeriale 20 settembre 2017

b1) lavoratori a turni, di cui all’art. 1, comma 2, lettera g), D lgs. N. 66/2003, che prestano la loro attività nel periodo notturno come
definito alla lettera d) del predetto comma 2, per almeno 6 ore per un numero minimo di giorni lavorativi all’anno non inferiore a 78 per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009 e non inferiore a 64 per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009.

Certificazione rilasciata dal datore di lavoro pubblico attestante:

a) lo svolgimento e la durata delle attività svolte con mansioni particolarmente usuranti con allegata documentazione di cui alla lettera e) del D. Lgs. N. 67/2011 o altra equipollente di cui alla lettera o);

b) il servizio complessivamente svolto presso le pubbliche amministrazioni e le relative retribuzioni percepite.

Per maggiori informazioni: Decreto_Interministeriale_20_settembre_2017

Leggi anche: Lavoro usurante: quali documenti presentare per provarlo

Conclusioni

A mio avviso se il Ministero del Lavoro detta una normativa, riservando un diverso trattamento per i dipendenti pubblici, nel caso specifico la certificazione del lavoro, l’Ente non può non certificare il lavoro prestato, dire “che dopo 10 anni l’ente non è più tenuto alla conservazione della documentazione”, non è accettabile. Se la normativa vigente, ha imposto che l’ente deve certificare il lavoro usurante, nel caso specifico, il Ministero della Difesa, questi è tenuto alla conservazione dei documenti, in quanto il lavoratore che presta lavoro usurante (notti) nel settore pubblico, ha diritto alla pensione come tutti gli altri.

Le consiglio di formulare tramite pec la richiesta della certificazione per accedere al lavoro usurante per lavoro notturno nel periodo dal 1984 al 2011, allegando il decreto Interministeriale del 20 settembre. Inoltrare la stessa al sindacato di categoria e infine se non dovesse avere risposta, rivolgersi ad una avvocato per far valere i suoi diritti, la pensione è un diritto e come tale va rispettato.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”.

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Argomenti: Lettere, Welfare e previdenza, Pensioni lavori usuranti

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