Pensione in contanti, torna l’incubo dei soldi che non bastano: pagamenti rinviati

Il caso della Puglia ripropone la paura dei soldi che finiscono per le pensioni in contanti

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Oggi molti anziani ricevono la pensione sul conto, scelta pratica anche per evitare spostamenti e code. Ma c’è chi, non avvezzo alla tecnologia o ancora alle abitudini, preferisce ritirare la pensione in contanti alle Poste, con i rischi annessi e connessi relativi, ad esempio, allo scippo. Ancora oggi, nei giorni di pagamento pensioni, dalla mattina molto presto si possono vedere anziani in fila per ritirare l’assegno, per paura che finiscano i soldi.

Ma onestamente mai avremmo pensato nel 2020 di parlare del rischio di soldi finiti. Eppure è proprio questo che gli ultimi pensionati della coda si sono sentiti dire una volta arrivato il loro turno allo sportello. Niente di tragico: è stato chiesto di tornare il giorno dopo per incassare la pensione di dicembre perché i contanti non erano bastati per tutti. “Niente di tragico” dunque ma per chi non aspetta la pensione per arrivare a fine mese. Molti invece sono i lettori, che magari ricevono la pensione minima, e che ci scrivono per conoscere il calendario del pagamento pensioni proprio perché attendere giorni diventa un problema.

La cosa grave, peraltro, è che il disagio, balzato agli “onori” della stampa nazionale ora, in realtà si ripete da mesi in diversi uffici postali, soprattutto (secondo le testimonianze) in provincia di Lecce. Con l’aggravante che la pandemia ha messo ancora più in crisi molte famiglie che contano sulla pensione. Questa volta i sindacati hanno chiesto a Poste Italiane una risoluzione definitiva del problema. I segretari delle organizzazioni sindacali di categoria hanno dunque denunciato la situazione.

Soldi per le pensioni finiti: colpa del Covid?

Il timore di molti anziani è che gli esborsi per i bonus Covid abbiano intaccato la copertura per il pagamento delle pensioni. La spiegazione non è questa per fortuna anche se, indirettamente, la pandemia c’entra.

Sappiamo che, in virtù dell’allerta sanitaria, da mesi il calendario delle pensioni viene fatto in ordine alfabetico. Anche per le pensioni di gennaio dovrebbe, sembra, essere confermata questa procedura che punta a ridurre le code e gli assembramenti. Il problema, probabilmente, si deve ad un errore di calcolo giornaliero delle pensioni in pagamento. Alcuni si sono visti corrispondere metà dell’importo, altri nulla. Una “svista” a sua volta riconducibile alla riduzione nella frequenza della consegna del contante alle Poste da parte del Cosmopol. L’approvvigionamento, infatti, causa Covid, viene fatto tre volte a settimana.

 

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