Pensione e reddito di cittadinanza: non prima dell’autunno 2019?

Pensione e Reddito di cittadinanza: il governo fa il il gioco delle tre carte? Se ne parla in un comunicato Stampa Aduc che analizza le tempistiche della misura.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Pensione e Reddito di cittadinanza: il governo fa il il gioco delle tre carte? Se ne parla in un comunicato Stampa Aduc che analizza le tempistiche della misura.

I soldi per reddito e pensione di cittadinanza saranno disponibili già da inizio 2019? Non tutti ne sono convinti. Riportiamo a tal proposito un comunicato stampa pubblicato sul sito Aduc in cui, secondo le stime che seguono, si spiega perché di fatto le due misure non partiranno prima dell’autunno dell’anno prossimo anche se saranno oggetto di promessa in vista delle prossime elezioni.

Reddito e pensione di cittadinanza 2019: arriveranno prima le promesse e poi i soldi?

Possiamo definirlo come il gioco delle tre carte, quello che si sta delineando con la legge di bilancio su pensioni e reddito di cittadinanza.
Nella proposta di legge di bilancio, i soldi formalmente ci sono, mancano le norme attuative, il che significa che occorrerà approvare un apposito disegno di legge o decreto legge, denominato “collegato”, per attuare i punti cardine delle proposte della Lega e del M5S.

Succede questo: la proposta di bilancio sarà approvata entro fine anno, poi si passerà a definire, il “collegato” in qualche mese, cioè a ridosso delle elezioni europee, ma dall’approvazione del “collegato” alla sua applicazione concreta di mesi ne passeranno altri, per arrivare in autunno, quindi, pensioni e reddito di cittadinanza potranno essere resi operativi negli ultimi mesi dell’anno, ma promessi fin da aprile-maggio prossimi per gli elettori legastellati.

Quale è il senso di questa furbata? Che i soldi per le pensioni, promessi dalla Lega e quelli per il reddito di cittadinanza, promessi dal M5S, saranno disponibili, se tutto va bene, negli ultimi mesi dell’anno, riducendo notevolmente il deficit, che non sarà al 2,4% ma inferiore. Di fatto, la manovra economica non violerà le disposizioni comunitarie sull’equilibrio dei conti.

Un gioco delle tre carte, insomma, per far contenti gli elettori della Lega e del M5S, in vista delle elezioni europee e, probabili, nazionali.

Precisiamo comunque che al momento non si possono che formulare ipotesi fino a che non sarà diffuso il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2019 a fine anno.

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Argomenti: Welfare e previdenza, Reddito inclusione attiva