Pensione e quota 100, la fregatura più grossa per i nati nel 1960

I nati nel 1960 sono i più penalizzati dalla fine di quota 100. Ma la platea degli scontenti è molto più vasta. Ecco sta succedendo.

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Pensioni dal 2022 dopo Quota 100, lo scalone di gennaio è davvero un incubo

I nati nel 1960 sono quelli più penalizzati dalla fine di quota 100. Il sistema di pensionamento anticipato sta per andare in pensione e dal prossimo anno non esisterà più. E, a meno di qualche ripensamento dell’ultimo momento, saranno tanti i lavoratori penalizzati.

Un detto recita che è peggio dare e poi togliere che non dare mai. Ebbene concedere solo per tre anni il beneficio di andare in pensione a 62 anni di età (con 38 di contributi) sembra quasi una presa in giro. Si favorisce qualcuno e si penalizza altri.

Quota 100 addio per chi è nato nel 1960

Chi raggiungerà il requisito anagrafico il 1 gennaio 2022, ad esempio, non potrà accedere a quota 100. Da quella data, infatti, non esisterà più la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni di età e bisognerà attendere per forza il compimento dei 67 anni per andare in pensione.

Una bella fregatura che interessa da vicino migliaia di lavoratori che si stanno mordendo le mani per quanto il governo non sta facendo per evitare uno scalone ingiusto e fortemente penalizzante. Uno scivolo è quindi più che doveroso.

Ma il punto è che la fine di quota 100 non riguarderà solo i nati nel 1960, a cui mancherebbe un anno, forse un mese o un solo giorno per poter andare in pensione a 62 anni. Sono migliaia i lavoratori nati dopo, nel 1961 ad esempio, e che poche settimane non potranno beneficiare di quota 100.

Il requisiti contributivo

E che dire di coloro che al 31 dicembre 2021 hanno il requisito dell’età anagrafica, ma non quello contributivo? Magari per una sola settimana o un mese di lavoro non hanno i 38 anni di contributi versati per accedere a quota 100. E dal 2022 tutto finisce.

La fregatura, quindi, si snoda su un doppio binario. Quello contributivo e quello dell’età. La combinazione dei requisiti necessari che potrebbe realizzarsi a gennaio 2022, in assenza di un intervento legislativo, rimanderebbe l’uscita pensionistica dei lavoratori di anni.

Se, ad esempio, un lavoratore di 62 anni maturasse i 38 anni di contributi a gennaio 2022, dovrebbe aspettare il mese di ottobre 2026 per lasciare il lavoro con i requisiti previsti dalla Fornero (pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi).

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