Pensione donna con 59 anni di età e 40 anni di contributi, quali alternative

Pensione anticipata donna con 40 anni di contributi e 59 anni di età, tutte le alternative possibili.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione anticipata donna con 40 anni di contributi e 59 anni di età, tutte le alternative possibili.

Pensione donna, il quesito di una nostra lettrice:

Gentilissima dr.ssa Tortora, buongiorno!

Ho letto ora una Sua risposta a un quesito e l’indicazione in merito alla possibilità di contattarLa. Francamente non sò come funziona questo metodo di consulenza: se ci fosse da pagare nessun problema. L’importante è, per quanto mi riguarda, avere la possibilità di ricevere risposta da parte di una professionista: qualora nulla di tutto ciò fosse possibile, Le chiedo di eliminare la mia mail e di scusarmi per averLa disturbata. Sintetizzo in ogni caso la mia situazione:

Nata a novembre del 1959

IN SERVIZIO PRESSO LO STESSO DATORE DI LAVORO – ININTERROTTAMENTE – CON CONTRIBUTI REGOLARMENTE VERSATI DAL 1978.

Già conoscerà la domanda: quando posso prevedere di andare in pensione?

Grazie infinite in ogni caso.

Noi mettiamo a disposizione dei nostri lettori un servizio di consulenza gratuito, elaborando le varie alternative attualmente in vigore, e rispondendo alle varie domande o dubbi. Consigliamo sempre di rivolgersi ad un patronato per verificare in base ai requisiti e all’estratto contributivo, l’effettiva possibilità di aderire alle alternative proposte. Esaminiamo adesso il suo quesito, per andare in pensione con 59 anni di età e 40 anni di contributi regolarmente versati. Per una donna ci sono varie alternative, attualmente in vigore e in previsione dal 2019.

Proroga Opzione donna nel 2019: i nuovi requisiti

Se la proroga verrà inserita nella legge di Bilancio 2019, dovrebbe essere operativa nei primi mesi del 2019. Sarà possibile presentare domanda con 57 e 7 mesi di età per le lavoratrici dipendenti e  58 e 7 mesi per le lavoratrici autonome. La proroga porta con se dei cambiamenti, se verrà messo in atto l’emendamento del deputato Walter Rizzetto, si potranno raggiungere i requisiti contributivi e anagrafici fino al 31 dicembre 2019. Con quest’emendamento potranno accedere anche le nate del 1961 – 1962.

Pensione anticipata indipendentemente dall’età

Dal 1° gennaio 2019 il requisito contributivo cambia per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita, inserito dalla legge Fornero, quindi il nuovo requisito sarà aumentato di cinque mesi. Per andare in pensione anticipata ci vorranno 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne, come detta la circolare Inps 62/2018.

Un ulteriore aumento è previsto dal 2021, non si conosce l’entità dell’aumento. Tali requisiti si applicano indistintamente ai lavoratori dipendenti, agli autonomi nonché ai lavoratori del pubblico impiego.

Il 2019 potrebbe portare anche qui delle varianti, bisogna attendere ancora per sapere qualcosa di preciso, consiglio di leggere: Pensione anticipata dal 2019 con 42 anni e 10 mesi con modifica alla Legge Fornero?

Pensione RITA

Una valida alternativa potrebbe essere la pensione RITA nella legge di Bilancio 2018.

Per aderire alla Rita, bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

La RITA spetta ai “lavoratori” che abbiano cessato l’attività lavorativa o che siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti – la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

In entrambi le casistiche di lavoratori è necessario che questi possano far valere almeno cinque anni di iscrizione alle forme pensionistiche complementari. Con le novità della legge di bilancio la Rita potrà essere concessa quindi con un anticipo sino a cinque anni (ad esempio dai 61 anni e 7 mesi di età) contro i 43 mesi previsti in origine che diventano dieci per i disoccupati da oltre 24 mesi. La misura, inoltre, è stata stabilizzata anche oltre il 2018.

Leggi: Pensione anticipata RITA con 58 anni e 36 anni di contributi, è possibile?

Pensione Ape Volontario

L’anticipo pensionistico APe Volontario, sarà rivolto ai lavoratori iscritti presso l’Ago e presso la Gestione Separata dell’Inps in possesso di almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione versata, a patto che si trovino a 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia al momento della richiesta.

Esclusi dalla possibilità di fruire dell’Ape volontaria i liberi professionisti che esercitano professioni regolate dall’iscrizione ad apposito albo e coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto. Al momento della richiesta, il lavoratore dovrà presentare contestualmente anche domanda di accesso alla pensione di vecchiaia che, perfezionato il prestito, non potrà più essere revocata.

Unitamente al prestito pensionistico dovrà essere stipulata apposita polizza assicurativa obbligatoria per coprire il rischio di morte del lavoratore prima dell’estinzione del debito contratto con le banche (tale onere, infatti, non resterà in carico ai superstiti). Il prestito pensionistico avrà una durata minima di 6 mesi e una durata massima di 43 mesi e l’importo da restituire mensilmente sarà circa di 150 euro.

Pensione Quota 41 per tutti

Pensione Quota 41, le criticità sono tante e si parla che forse approderà nel 2020. Le novità non finiscono qui, le indiscrezioni rivelano che non ci sarà più una Quota 41 ma una Quota 42. Questa notizia ha creato malcontento e delusione in tutti i lavoratori che dopo anni di sacrificio si trovano di fronte ad una nuova ingiustizia. Comunque al momento non si hanno certezze, bisogna attendere e sperare nel buon senso dei nostri parlamentari. Una cosa è certa, la quota 41 non andrà in atto nel 2019.

Conclusioni

Le ho illustrato tutte le misure previste per il 2019 e le effettive e in vigore attualmente, non le illustrato la quota 100 perchè a mio avviso non le conviene, in quanto prevede un requisito di età pensionistica pari a 64 o 65 anni, quindi nel suo caso le conviene arrivare ai 42 anni e 3 mesi per la pensione anticipata donne, senza penalizzazioni. Se ha necessità di uscire prima, può considerare l’Ape Volontario o la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, se poi viene confermata la proroga Opzione donna con i nuovi requisiti, potrà valutare anche quest’alternativa.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate

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