Pensione di vecchiaia, ricongiunzione e trattenimento in servizio

La scelta tra pensione di vecchiaia con ricongiunzione e trattenimento in servizio fino all'età di 71 anni non va considerata così scontata.

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Pensione usurante la certificazione

Gent. ma Patrizia,

ho bisogno di un chiarimento e spero di avere un Suo riscontro.

Ho 58 anni e lavoro nella pubblica amministrazione (ASL) dal 2011 a tempo indeterminato.

In tutti gli anni precedenti ho solo svolto lavori saltuari presso altri settori. 

Al mio ingresso in ASL, l’istituto di previdenza era ancora l’INPDAP mentre i lavori svolti in precedenza appartenevano all’INPS.

Per tale ragione, ho chiesto alla mia azienda la ricongiunzione dei contributi. Ho pertanto inoltrato la pratica nel maggio del 2014.

La pratica è stata avviata con tale procedura: “Si riconosce a favore di B.T. utili ai fini del trattamento di quiescenza, mediante ricongiunzione come da allegato il periodo pari a ANNI 5 MESI 1GIORNI 21 ai fini del diritto ed ANNI 3 MESI 7 GIORNI 23 ai fini della misura cui corrisponde un onere di €…. da pagare a rate (come nel mio caso) o in un’unica soluzione.

Credevo che tale operazione mi avrebbe dato la possibilità di cumulare i contributi al fine di avere una pensione minima (cioè 20 anni di contributi), invece mi è stato detto che questa procedura serve ad avere il diritto di pensione (nel mio caso ne ho solo 17!!), che però in termini economici mi sarà calcolata sui 17 anni di contributi effettivi!

Ora Le chiedo gentilmente: se non avessi avviato la pratica, all’età di 67 anni (quella  della legge attuale) io avrei avuto solo 17 anni di contributivi (contro i 20 richiesti); cioè avrei avuto gli anni anagrafici ma non quelli contributivi . Cosa sarebbe successo in tal caso? Lo stato mi avrebbe permesso di restare altri 3 per il raggiungimento dei contributi minimi oppure mi avrebbe costretta ad andare via comunque con 17 anni??? La cosa mi è poco chiara e mi chiedo a cosa sia servito spendere questi soldi per avere alla fine, lo stesso risultato!

Mi faccia chiarezza in tutto questo, sperando di aver fatto la scelta giusta.

In attesa di un gentile riscontro, la ringrazio sentitamente e le formulo i miei più cordiali saluti.

Ricongiunzione o trattenimento in servizio

Se fosse arrivata all’età di 67 anni con soli 17 anni di contributi la pubblica amministrazione le avrebbe permesso il trattenimento in servizio.

Tale istituto, infatti, pur essendo stato abolito è rimasto in vigore soltanto per i dipendenti che raggiunta l’età per accedere alla pensione di vecchiaia non sono in possesso dei 20 anni di contributi per accedervi a patto che trattenendosi in servizio fino all’età di 71 anni riescano a raggiungere il requisito contributivo di 20 anni richiesto per l’accesso.

Nel suo caso, quindi, lavorando altri 3 anni avrebbe potuto raggiungere i 20 anni di contributi senza dover ricorrere alla ricongiunzione onerosa. A cosa è servita la pratica? A riconoscerle 3 anni e 7 mesi validi alla misura della pensione che si sommano, in ogni caso, ai 17 anni di contributi che avrebbe avuto al compimento dei 67 anni permettendole di lasciare il lavoro 3 anni prima. So che è una magra consolazione ma lavorando altri 3 anni i soldi spesi per la ricongiunzione li avrebbe in ogni caso versati all’INPS (forse con cifre anche più alte) sottoforma di contributi. Lavorare fino all’età di 71 anni non è certo una passeggiata, considerando che con l’avanzare dell’età diventa tutto più faticoso.

A mio avviso, anche se la sua scelta è stata onerosa e probabilmente pesante, è stata la più saggia.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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