Pensione di vecchiaia a 67 anni più vantaggiosa per chi ha figli, ecco perché

Non è di certo una novità ma è importante ricordarlo. La pensione di vecchiaia a 67 anni è più vantaggiosa per chi ha figli, ovvero per le mamme lavoratrici.

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Non è di certo una novità ma è importante ricordarlo. La pensione di vecchiaia a 67 anni è più vantaggiosa per chi ha figli, ovvero per le mamme lavoratrici.

Non è di certo una novità ma è importante ricordarlo. La pensione di vecchiaia a 67 anni è più vantaggiosa per chi ha figli, ovvero per le mamme lavoratrici.

La donna lavoratrice con figli che rientra nel sistema contributivo puro (che parte dal 1996) o che ha scelto il computo nella Gestione Separata ha due chance: pensione anticipata o assegno aumentato.

Per meglio spiegare questo vantaggio rivolto alle mamme lavoratrici, bisogna ricordare la Legge 335/1995 (nota come Legge Dini) che ha introdotto questa misura. La legge prevede agevolazioni importanti per le lavoratrici con figli in termini previdenziali.

In particolare, le agevolazioni riguardano chi accede alla pensione di vecchiaia: la donna con figli può fruire di uno sconto sull’età oppure di un incremento dell’assegno pensionistico (art. 1, comma 40 della Legge 335/95).

Pensione di vecchiaia a 67 anni per lavoratrici mamme: agevolazione con due chance

Come sappiamo si accede alla pensione di vecchiaia all’età di 67 anni con almeno 20 anni di anzianità contributiva.

Le lavoratrici con figli che maturano il diritto alla pensione di vecchiaia con il regime contributivo puro possono fruire di un’agevolazione prevista dalla Legge Dini giocandosi due chance:

– accedere con anticipo alla pensione di vecchiaia di 4 mesi per ogni figlio fino ad un massimo di 12 mesi in caso di 3 figli (quindi, potendo accedere alla pensione all’età di 66 anni con almeno 20 anni di contributi versati);

– calcolare la pensione applicando un coefficiente di trasformazione maggiorato di un anno (in caso di 1 o 2 figli) o di 2 anni (se ha 3 figli) per ottenere un assegno più alto.

L’assicurata ha la libertà di scegliere l’opzione più conveniente per lei.

La donna lavoratrice con 2 figli può scegliere di vedersi applicare il coefficiente di trasformazione di chi va in pensione a 68 anni con un calcolo dell’assegno più vantaggioso.

Agevolazioni per lavoratrici mamme che hanno iniziato a lavorare prima del 1996

Da anni, in tema di Riforma Pensioni, si fanno ipotesi di agevolazioni per le lavoratrici con figli (bonus contributivo per ogni figlio, 6 o 12 mensilità di contribuzione figurativa, Quota Mamma), formule per anticipare la pensione. Ipotesi, idee, proposte.

Non tutte sanno che esistono già agevolazioni sulla pensione previste dalla Legge Dini con lo sconto anagrafico fino a 12 mesi (pensionamento a 66 anni) o con l’aumento della pensione come abbiamo visto.

Queste agevolazioni si rivolgono alle lavoratrici con sistema contributivo puro, ovvero che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996.

Le donne lavoratrici con figli che vantano un’anzianità antecedente a questa data sono escluse, ma possono fruire dell’opzione di ricalcolo interamente contributivo della pensione se al 31 dicembre 1995 vantano un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni e, comunque sia, pari o superiore ai 15 anni (di cui almeno 5 successivi al 31/12/1995).

Questa soluzione non è valida per la lavoratrice che esercita il diritto ad Opzione Donna: in quel caso. il sistema contributivo si limita solo alle regole di calcolo dell’assegno, ma in termini giuridici l’assegno si mantiene nel misto.

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