Pensione di garanzia giovani: la riforma allo studio del governo per la pensione minima futura

Pensione futura giovani: il governo studia la pensione di garanzia. Ecco chi potrebbe usufruirne e come funzionerà.

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Pensione futura giovani: il governo studia la pensione di garanzia. Ecco chi potrebbe usufruirne e come funzionerà.

La pensione futura preoccupa i giovani lavoratori di oggi. In che cosa consiste la pensione di garanzia allo studio? Si tratta di una forma di pensione minima ma, per comprenderne meglio le caratteristiche, appare opportuno fare un piccolo passo indietro. È allo studio una nuova norma di tipo previdenziale che garantirebbe un assegno minimo per tutti coloro che hanno cominciato a lavorare, e dunque a contribuire, dopo il 1996.

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31 dicembre 1995: lo spartiacque per il calcolo pensione

Dopo solo 3 anni dall’approvazione della riforma pensionistica “Amato” nel 1992, per via del continuo mutare dell’assetto demografico ( la vita media dell’uomo è cresciuta enormemente negli ultimi anni ); è stata resa necessaria una nuova riforma al fine di stabilire maggiore solidità dei conti pubblici italiani.

La riforma pensionistica ( Dini ) del 1995, entrata in vigore dal 1 gennaio 1996, rappresenta un vero e proprio spartiacque in tema di pensioni e, in generale, del tipo di contribuzione.

Si è passati da un sistema pensionistico di tipo retributivo ( dove le pensioni, sostanzialmente, vengono pagate dalla massa di lavoratori, e sono calcolate in base alla media degli stipendi degli ultimi anni di attività lavorativa) a un sistema di tipo contributivo.

Questo significa che a partire dal 1 gennaio del 1996, per mezzo nel nuovo sistema, il calcolo della pensione viene effettuato considerando quanto effettivamente versato dal lavoratore durante l’intera vita lavorativa.

Chi non ha effettuato alcun versamento contributivo prima del 1996, ha diritto, solamente, al calcolo contributivo della pensione. Il che in alcuni casi si traduce in pensioni estremamente basse percepite in età avanzata.

Inoltre:

  • Non si può più ottenere la cosiddetta “integrazione al trattamento minimo Inps. La quale consentiva di arrivare ad un minimo di pensione mensile, anche di 650 euro;
  • Se l’assegno non è almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale ( intorno ai 687 euro ), non è possibile ottenere la pensione di vecchiaia a 67 anni, ma bisognerà continuare a lavorare fieno a 71 anni d’età

Pensione di garanzia. Di cosa si tratta?

La pensione di garanzia, o pensione minima, è oggi entrata a far parte del cosiddetto “Documento Programmatico del governo Giallo-Rosso”.

Si tratta, sostanzialmente, di una proposta grazie alla quale, se si dovesse trasformare effettivamente in legge, i lavoratori che hanno cominciato a versare i contributi, per la prima volta, dopo il 1996, per un periodo di almeno 20 anni, avranno diritto al versamento per legge di una pensione minima.

In base a quanto è stato fatto trapelare negli ultimi giorni, essa dovrebbe aggirarsi intorno a 650 euro al mese, che potrebbero aumentare di 30 euro per ogni anno di lavoro in più.

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