Pensione con quota 41 per caregivers: cosa cambia con la circolare INPS 33/2018?

Cosa cambia nella fruizione della pensione quota 41 caregivers con la circolare numero 33 del 2018 dell'INPS? La possibilità di pensionamento è estesa ad un bacino di familiari più ampi ma ci sono dei paletti.

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Cosa cambia nella fruizione della pensione quota 41 caregivers con la circolare numero 33 del 2018 dell'INPS? La possibilità di pensionamento è estesa ad un bacino di familiari più ampi ma ci sono dei paletti.

Buongiorno Sig.ra Patrizia.

Sempre ringraziando per la sua disponibilità, volevo esprimere un mio dubbio sulla risposta ricevuta.
( Rammento)
Ho 58 anni. Precoce.
12 mesi prima dei 19 anni.
Oltre 42 contrbuti.
(Papà 85anni-legge 104)
Suocera convivente oltre 90anni con legge 104.
Il mio dubbio è legato alla sua risposta diretta che:
” per mia suocera convivente, potrei anticipare la pensione beneficiando dell’agevolazione del pensionamento per chi ha 41 anni precoce.
Tuttavia, qualcuno mi ha fatto notare che la circolare 33 dell’INPS, del 23-02-2018, punto 3, non si applica nel mio caso. 
 Per esempio, sostiene o interpreta, che mia moglie:
  1) non ha più di 70 anni. 
  2) non è affetta da patologie invalidanti
Oltre a altre cose espresse nella circolare.
(Dice che occorre interpretare correttamente la circolare sopra indicata).
 Se così fosse, non solo non posso beneficiare dei 41 anni, precoce, caregivers, ma forse non potrei neanche chiedere il beneficio del congedo straordinario ( legge 151).
Chiedo gentilmente la possibilità di avere da lei dei chiarimenti in merito.
 In attesa di una sua specifica e rinnovando i ringraziamenti invio rispettosi ossequi.

Pensione quota 41 caregivers e circolare 33/2018 Inps

In effetti ha ragione: la circolare 33/2018 dell’INPS pur allargando la possibilità di pensionamento con quota 41 precoci caregivers, non più soltanto ai parenti di primo grado, ma anche a quelli di secondo grado e agli affini di primo e secondo grado, pone delle limitazioni a queste ultime figure parentali, stilando un sorta di priorità familiare nell’accudimento del disabile.

Anche se la legge in se è stata modificata nel modo che segue aggiungendo, oltre ai parenti di primo grado “ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti”, la legge di stabilità 2018 pone per gli affini di primo e secondo grado e per i parenti di secondo grado la subordinazione al fatto che il coniuge della persona con handicap o i parenti di primo grado convivente debbano avere più di 70 anni, essere mancanti o deceduti o essere affetti anch’essi da patologie invalidanti.

Questo, ovviamente, non rientrando sua moglie (parente di primo grado convivente con sua suocera) nei paletti imposti, la esclude dalla possibilità del beneficio.

Potrebbe godere della pensione quota 41 precoci caregivers per l’assistenza prestata a suo padre prendendo la residenza per 6 mesi con lui, ma, avendo oltre 42 anni di contributi, a questo punto, la via più semplice per accedere al pensionamento appare essere la pensione anticipata con requisiti Fornero che richiede per gli uomini 42 anni e 10 mesi di contribuzione versata e un’attesa di 3 mesi dalla maturazione dei contributi per la decorrenza della pensione.

Congedo straordinario retribuito affini di primo grado

Mentre la fruizione dei permessi legge 104 non è subordinata ad un ordine di priorità e può essere goduta da qualsiasi parente convivente o meno, il congedo straordinario retribuito segue, da sempre, e indipendentemente dalla circolare 33/2018 dell’INPS, un ordine di priorità che scala solo in caso di mancanza, decesso o patologia invalidante dell’avente diritto (in questo caso, come vede, non è posto neanche il limite dei 70 anni di età) che va individuato come segue:

  1. il coniuge convivente
  2. il padre o la madre anche non convivente
  3. uno dei figli conviventi della persona
  4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile
  5. un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile

L’affine entro il terzo grado convivente, quindi, è subordinato alla concessione del congedo straordinario retribuito alla mancanza, al decesso o alla patologia invalidante di eventuali coniugi, genitori, figli, fratelli e sorelle della persona con handicap conviventi. Nel suo caso, quindi, l’avente diritto del congedo straordinario retribuito è sua moglie, essendo un figlio convivente.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.
Non si forniscono risposte in privato.”

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