Pensione con 20 anni di contributi, quali alternative

Pensione anticipata con 60 anni e 20 anni di contributi, quali alternative possibili per uscire prima dal lavoro? Tutte le informazioni utili.

di Angelina Tortora, pubblicato il
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Pensione: ho 63 anni con 23 anni contributi versati alla Inps. Quando andrò in pensione?
Per accedere alla pensione di vecchiaia, a partire dal 1 gennaio 2019, bisogna avere 67 anni di età e minimo 20 anni di contributi.

In molti ci chiedono come accedere alla pensione con 20 anni di contributi, analizziamo le alternative possibili.

In pensione con 20 anni di contributi con l’anticipata contributiva

Per tutti coloro che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1996 c’è la possibilità di andare in pensione 3 anni prima rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia: dal 2019, quindi, sarà possibile il pensionamento a 64 anni con almeno 20 anni di contributi a patto di rispettare le seguenti condizioni:

  • non avere contributi versati prima del 1996 (in alternativa essere iscritti alla Gestione Separata e scegliere il computo dei contributi avendo, in questo modo, il calcolo interamente contributivo)
  • che il proprio assegno sia pari 2,8 volte l’assegno sociale Inps.

Per maggiori informazioni consiglio di leggere: Pensione con 20 anni di contributi: tutte le possibilità oltre alla pensione di vecchiaia

Pensione RITA con 61 anni e 20 anni di contributi

Alla Rita possono accedere sia i lavoratori del settore privato che i lavoratori del settore pubblico purché abbiano aderito a piani individuali pensionistici o fondi pensione, con la sola esclusione  degli aderenti ai fondi preesistenti.

Per aderire alla Rita, bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

La RITA spetta ai “lavoratori” che abbiano cessato l’attività lavorativa o che siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti – la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

In entrambi le casistiche di lavoratori è necessario che questi possano far valere almeno cinque anni di iscrizione alle forme pensionistiche complementari. Con le novità della legge di bilancio la Rita potrà essere concessa quindi con un anticipo sino a cinque anni (ad esempio dai 61 anni e 7 mesi di età) contro i 43 mesi previsti in origine che diventano dieci per i disoccupati da oltre 24 mesi. La misura, inoltre, è stata stabilizzata anche oltre il 2018.

Pensione Ape Volontario con 63 anni e 20 anni di contributi

Requisiti per accedere al prestito pensionistico sono:
  • almeno 63 anni di età
  • almeno 20 anni di contributi versati
  • trovarsi a non più di 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia.

Dal 13 aprile 2018 è possibile presentare domanda per accedere al beneficio che si ottiene tramite un prestito bancario e consente l’uscita dal lavoro con quasi 4 anni di anticipo purchè si abbia maturato una pensione di almeno 1,4 volte il minimo Inps. Possono accedervi tutti i dipendenti pubblici, privati, lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata.

Conclusioni

Ogni misura illustrata ha requisiti specifici, quindi le consiglio di rivolgersi ad un patronato e con loro verificare la fattibilità.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate