Pensione con 20 anni di contributi: oltre quella di vecchiaia quali alternative?

Quali possibilità di pensionamento ci sono con 63 anni di età e 20 anni di contributi?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Quali possibilità di pensionamento ci sono con 63 anni di età e 20 anni di contributi?

Buongiorno Patrizia! Mi perdoni se mi permetto di riscrivere. Mi trovo in una situazione economica vergognosa e di questo mi vergogno veramente! Ho 63 anni, disoccupata da 6 e 20 anni di contributi. Mi sa dire per scortesia che speranze ci sono per il mio futuro? Sono stata dal patronato e al l’Inps con scarsi risultati! In attesa ….Grazie infinite.

 

Con 20 anni di contributi l’unica forma di pensionamento “senza penalizzazioni” è la pensione di vecchiaia a 67 anni per la quale, però, le mancano ancora 4 anni. Se la sua situazione economica è così disagiata, però, potrebbe pensare di accedere all’Ape volontario che, anche se non è un vero e proprio anticipo pensionistico, le permetterebbe di avere una rendita fino al momento di accedere alla pensione di vecchiaia.

L’Ape volontario, infatti, è un prestito commisurato e garantito dalla pensione di vecchiaia, erogato dalla banca in quote mensili per 12 mensilità, che il beneficiario otterrà alla maturazione del diritto. È riconosciuto in via sperimentale dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2019 (articolo 1, comma 166 e seguenti, legge di bilancio 2017 e articolo 1, comma 162, legge di bilancio 2018). Può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

I requisiti per accedere all’ape sociale sono:

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere una età minima di 63 anni;
  • aver maturato una anzianità contributiva non inferiore a 20 anni;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • per i soggetti con riferimento ai quali il primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996, avere un importo di pensione non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale di cui all’articolo 3, comma 6, della legge n. 335 del 1995;
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Il prestito ottenuto va, poi, restituito con microprelievi sulla pensione in rate ventennali.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.

Non si forniscono risposte in privato.”

 

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Argomenti: Lettere, Quesiti Ape volontaria, News pensioni, Prestito pensionistico - APE