Pensione di cittadinanza: di cosa si tratta e possibili beneficiari

La pensione di cittadinanza: in cosa consiste la riforma pensioni del Movimento 5 Stelle e che cosa occorre sapere sui tempi e la domanda.

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La pensione di cittadinanza: in cosa consiste la riforma pensioni del Movimento 5 Stelle e che cosa occorre sapere sui tempi e la domanda.

Dopo le elezioni si parla con insistenza del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del programma elettorale dei 5 Stelle. Parallelamente esiste anche la cd pensione di cittadinanza. Come funziona e a chi sarebbe idealmente destinata? Onde evitare la confusione generata dalla disinformazione in merito al reddito di cittadinanza, facciamo subito chiarezza precisando che la pensione di cittadinanza non è una misura già attiva quindi non è possibile fare domanda ad oggi.

Come funziona la pensione di cittadinanza e chi potrebbe fare domanda

La misura è pensata per i pensionati costretti a vivere sotto la soglia di povertà che l’Istat ha fissato a 780 euro. Oggi chi prende la pensione minima si deve quindi accontentare di cifre che, secondo la media dei prezzi e del costo della vita, non bastano a vivere dignitosamente.

L’importo di 780 euro è calcolato per il pensionato che vive da solo, per una coppia di pensionati la soglia di povertà stabilità dall’Istat sale infatti a 1.170 euro. Il Movimento 5 Stelle ha stimato per entrambe le misure – pensione e reddito di cittadinanza – una copertura economica di circa 16-17 miliardi di euro. L’idea è quella di recuperarli attingendo a nuove imposte sul gioco d’azzardo, dalle banche e grazie al taglio dei finanziamenti per giornali e spesa pubblica.

Riforma pensioni Movimento 5 Stelle: ecco i punti del programma

La pensione di cittadinanza fa parte del programma 5 Stelle sul tema pensioni e welfare. L’obiettivo è quello di smantellare nell’arco di 5 anni la riforma Fornero. Altri punti cardine della riforma pensioni del M5S sono: ampliamento categorie dei lavori gravosi, estensione quota 100 a tutti i lavoratori, quota 41 per i lavoratori precoci e stabilizzazione opzione donna; e dulcis in fundo troviamo appunto la pensione di cittadinanza che andrebbe di fatto ad integrare la pensione minima e in generale gli assegni Inps sotto i 780 euro al mese.

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