Pensione casalinghe: solo 5 anni di contributi con quale assegno?

Quanto spetta di pensione con il fondo casalinghe versando contributi fino a 57 anni?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Quanto spetta di pensione con il fondo casalinghe versando contributi fino a 57 anni?

Come prima cosa cerchiamo di dare una panoramica sul fondo casalinghe per cercare di capire cosa è, a chi è rivolto e a che tipo di pensione da diritto.

Fondo casalinghe: che cosa è?

Il Fondo casalinghe è un fondo previdenziale istituito nel 1997 per le persone che svolgono lavori di cura familiari. Possono iscriversi al fondo soggetti di ambo i sessi con età compresa tra i 16 e i 65 anni se:

  • svolgono lavoro in famiglia non retribuito connesso con responsabilità familiari, senza vincoli di subordinazione;
  • non sono titolari di pensione diretta;
  • non prestano attività lavorativa dipendente o autonoma per la quale sussista l’obbligo di iscrizione ad altro ente o cassa previdenziale;
  • prestano attività lavorativa part-time se, in relazione all’orario e alla retribuzione percepita, si determina una contrazione delle settimane utili per il diritto a pensione.

Pensione fondo casalinghe: quali prestazioni

Le prestazioni che vengono erogate con il fondo casalinghe sono le seguenti:

  • pensione di inabilità, con almeno 5 anni di contributi, a condizione che sia intervenuta l’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa
  • vecchiaia, a partire dal 57° anno di età, a condizione che siano stati versati almeno 5 anni (60 mesi) di contributi.

La pensione di vecchiaia, però, viene liquidata a determinate condizioni, ovvero se l’importo maturato risulta almeno pari all’ammontare di 1,2 volte l’assegno sociale o, al compimento dei 65 anni, a prescindere dall’importo maturato.

La pensione erogata con il fondo casalinghe, in ogni caso, non può essere concessa ai superstiti.

Pensione fondo casalinghe: quanto spetta?

L’importo della pensione viene calcolato con il sistema contributivo in base al montante versato nel corso degli anni e non è prevista una integrazione al minimo degli importi.

Per calcolare l’importo della futura pensione derivante dal fondo casalinghe bisogna prendere in considerazione due fattori: il montante contributivo (gli importi accantonati) e il coefficente di trasformazione che aumenta al crescere dell’età (la percentuale che trasforma il montante contributivo in assegno pensionistico).

Versando per 40 anni il versamento minimo di 25,82 euro al mese, il montante contributivo, al momento della pensione, sarebbe di 12.393 euro rivalutato, ipoteticamente, a 20mila euro portando a una pensione annuale di poco più di 1000 euro e ad una pensione mensile di poco più di 80 euro. In questo caso, è chiaro, si tratta più di una integrazione che di una pensione.

Versando il minimo, quindi, difficilmente si arriva a una pensione dignitosa. Così come versando il minimo mensile per 5 anni si ottiene una rendita mensile di poco più di 7 euro.

Per avere una pensione dignitosa, ovviamente, i versamenti mensili devono essere corposi, almeno di 3500 euro l’anno per almeno 35 anni (in questo modo si ottiene una pensione di circa 500 euro mensili).

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Argomenti: News pensioni, Pensione casalinghe