Pensione Ape Sociale e Quota 41, la domanda rifiutata, cosa fare?

Pensione APE Sociale e Quota 41, le criticità sulle domande non ammesse per mancanza dei requisiti | La Redazione risponde.

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pensione precoci

Pensione Ape Social e Quota 41, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, ho fatto domanda di Pensione Ape sociale in data 5 luglio 2017 con il patronato. Lavoro come operatore ecologico da oltre 10 anni, ho 63 anni compiuti 40 anni e 8 mesi di contributi, ho allegato il modulo AP116 compilato dalla mia azienda ad oggi 5 novembre l’Inps  non mi ha risposto, la domanda risulta giacente.

Volevo chiederle, avendo anche diritto alla domanda di pensione dei famosi 41 anni tra 4 mesi (ho oltre 12 mesi di contributi da minorenne) se mi dovessero accettare la domanda di ape social, posso io fare in seguito la domanda quota 41?  Grazie attendo risposta. Andrea D.

Se l’Ape sociale le viene respinta e lei dispone dei requisiti per la Quota 41, lavoratori precoci, può accedere alla misura. Analizziamo i requisiti per la pensione Quota 41 lavoratori precoci.

Pensione Quota 41 Lavoratori Precoci

La misura prevede che i lavoratori  precoci possono accedere alla quota 41, a prescindere dalla età anagrafica, a patto che abbiano maturato prima del compimento del 19° anno di età, almeno un anno di anzianità contributiva.

L’assegno pensionistico spettante della Quota 41 viene quindi calcolato con il sistema misto.

La misura è selettiva, perché prevede che per poter entrare nelle agevolazioni i lavoratori devono riconoscersi in almeno uno dei cinque seguenti profili di tutela:

  • Dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente, e che da tre mesi non percepiscono la NASPI;
  • Lavoratori dipendenti e anche lavoratori autonomi, che da circa 6 mesi assistono il familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3 (Caregiver)
  • Lavoratori con una disabilità accertata superiore o uguale al 74%;
  • Dipendenti che svolgono un lavoro usurante
  • Dipendenti che svolgono un lavoro gravoso

Pensione Ape Sociale e stato di disoccupato

Buongiorno, dopo aver letto un suo articolo sulla riammissione ad una nuova valutazione delle domande relative all’Ape Sociale, vorrei portarla a conoscenza della mia situazione.

Ho presentato una domanda di accesso all’Ape Sociale tramite CAF che esaminò i requisiti necessari per la presentazione (età anagrafica, anni di contribuzione, stato di disoccupazione ecc.

) ma al momento dell’esito mi sono ritrovato con una risposta con esito negativo e andando ad esaminare in dettaglio la normativa ho scoperto che è necessario ai fini dell’ammissione che la persona interessata abbia fatto richiesta di sussidio di disoccupazione.

Ora io mi chiedo, non avendo formulato la richiesta a tempo debito, ovvero in seguito al fallimento dell’azienda per gravi problemi personali, mi ritrovo anche escluso dall’accesso all’APE Sociale dopo non aver nemmeno “sfruttato” lo Stato in una situazione dalla quale non ho tratto alcun beneficio, anzi ho rinunciato a un bel pò di soldi.
Mi farebbe piacere conoscere un suo pensiero in merito. Saluti.

Claudio P.

Ape Sociale: domande respinte e requisito “stato di disoccupato”

Le domande respinte hanno riguardato lavoratori disoccupati e i lavoratori che svolgevano mansioni gravose. Le due categorie, fin da subito, hanno rilevato criticità, per limiti considerati troppo restrittivi.

Le domande saranno riammesse a seguito della richiesta ministeriale di maggior flessibilità. Sono molti i lavoratori che si sono trovati respinta la domanda in prima istanza e riammessa per riesame.

Nel caso del nostro lettore è mancato il requisito di “stato di disoccupato“, la norma detta che l’ “indennità di Ape sociale spetta coloro i quali si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa e risoluzione consensuale” 

Inoltre, i disoccupati devono aver finito integralmente di percepire, da almeno sei mesi l’indennità Naspi.

Questo è un requisito fondamentale, consigliamo di rivolgersi al Patronato che le ha presentato la domanda, e chiedere a loro su quali basi è stata presentata la sua domanda e se è opportuno fare il ricorso. Ricordiamo che i Patronati seri, danno assistenza gratuita sia amministrativa che legale in questi casi, anche per il ricorso.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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