Pensione: Ape Sociale e lavoratori precoci, 46.000 domande accolte, i dati INPS

L’INPS informa che sono state accolte 46.000 domande su 66.000 presentate, dopo il riesame che aveva visto rigettare molte domande.

di Angelina Tortora, pubblicato il
L’INPS informa che sono state accolte 46.000 domande su 66.000 presentate, dopo il riesame che aveva visto rigettare molte domande.

Pensione Ape Sociale e pensione anticipata lavoratori precoci, dopo il riesame l’INPS ha comunicato che su 66.000 domande arrivate potrebbero essere accettate 46.000 domande, ne erano state previste 60.000.

A comunicarlo è l’INPS nella stima presentata all’incontro Governo Sindacati, che si è tenuto ieri. Le domande che potrebbero essere accettate si suddividono in circa 26.500 per l’Ape sociale, in totale ne sono pervenute 39.777, mentre per i lavoratori precoci circa 20.000 accettate, su 26.632 arrivate.

Ricordiamo che l’INPS aveva rigettato circa 30.000 domande, nello specifico due su tre per APE Sociale e il 70% di quelle dei lavoratori precoci.

Pensione Ape Sociale e lavoratori precoci: domande respinte

Le domande respinte hanno riguardato lavoratori disoccupati e i lavoratori che svolgevano mansioni gravose. Le due categorie, fin da subito, hanno rilevato criticità, per limiti considerati troppo restrittivi.

Sono state riammesse circa 3.000 domande,  a seguito alla richiesta ministeriale di maggior flessibilità. Vediamo i criteri utilizzati dall’INPS per la riammissione delle domande pensione Ape social e pensione anticipata lavoratori precoci.

Pensione disoccupati

Saranno riammesse le domande dei lavoratori disoccupati che, dopo aver terminato gli ammortizzatori sociali, hanno avuto periodi lavorativi nel trimestre successivo. Riammessi anche i lavoratori che nei tre mesi dopo aver terminato gli ammortizzatori sociali hanno svolto giornate lavorative retribuite con voucher.

Restano respinte circa 4mila domande, perché il periodo di occupazione successivo al termine degli ammortizzatori sociali è durato più di sei mesi, facendo perdere al lavoratore lo status di disoccupato.

Pensione e valutazione della contribuzione estera

L’ INPS, con il messaggio n. 4197 dello scorso 24 ottobre 2017, apre nuove possibilità alla valutazione della contribuzione estera. Nel messaggio si legge che saranno considerate e valutate anche ulteriori periodi assicurativi, solo dopo la conclusione della prima fase che avverrà il 30 novembre 2017.

Il messaggio riporta che la circolare n. 100/2017 che stabilisce le regole per la valutazione del requisito contributivo, non perfeziona il requisito totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia.

Il Ministero del Lavoro e delle Politihe Sociali si apre ad una diversa prospettiva considerando che nella prima fase di applicazione della normativa, non  esclude la possibilità di assumere una posizione più aperta nella fase successiva, in relazione alla platea dei beneficiari e delle risorse finanziarie disponibili.

Inoltre, chiarisce che è emerso che la platea dei destinatari sarà presumibilmente inferiore rispetto
a quella prevista e, conseguentemente, ai fondi stanziati.

Ape sociale e lavoratori precosi: seconda fase entro il 30 novembre 2017

La seconda fase di monitoraggio terminerà il 30 novembre 2017, l’ingresso di potenziali beneficiari con contribuzione estera, che sono stati inizialmente esclusi per difetto del requisito contributivo, è possibile su concorde parere del Ministero del lavoro e delle politiche sociali espresso con nota del 6.10.2017 prot. n. 6956 consentire il perfezionamento del requisito contributivo minimo per l’accesso all’Ape sociale totalizzando i periodi assicurativi italiani con quelli esteri, maturati in Paesi UE, Svizzera, SEE o extracomunitari convenzionati con l’Italia.

Pensione lavoratori autonomi e parasubordinati, dimenticati

Restano fuori da tutto, i lavoratori autonomi oramai dimenticati dalla tutela e i parasubordinati in stato di disoccupazione. Tutti quei lavoratori che non hanno goduto dell’ammortizzatore sociale per non aver prodotto la domanda in tempo o perché in carenza dei requisiti, i lavoratori in stato di disoccupazione per la scadenza di un contratto a termine.

Novità importanti nella prossima legge di Bilancio, il Governo ha accolto l’estensione delle misure, che prevede l’ingresso dei lavoratori la cui disoccupazione sia conseguenza della scadenza naturale di un contratto a termine a condizione però che sussistano almeno 18 mesi di lavoro subordinato nei 36 mesi antecedenti la cessazione dal lavoro e uno sconto contributivo di sei mesi per ogni figlio per le lavoratrici madri entro un massimo di due anni.

Potrebbero esserci ulteriori cambiamenti nella Legge di Bilancio 2018, si attendono a giorni conferme.

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Argomenti: News pensioni, Ape Social, Pensione lavoratori precoci

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