Pensione anticipata: sconti per i contributi della legge 104?

Tra le ultime proposte di riforma pensioni spunta anche quella per la pensione anticipata a chi ha figli disabili: cambierà la legge 104?

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Tra le ultime proposte di riforma pensioni spunta anche quella per la pensione anticipata a chi ha figli disabili: cambierà la legge 104?

Tra i casi particolari che danno diritto all’accesso alla pensione anticipata si fa strada anche quello dei lavoratori con figli disabili al 100%? A provare a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema è la proposta di riforma pensioni per questa particolare categoria di soggetti, che porta la firma della senatrice Laura Bignami. Ma in primis occorrerebbe sensibilizzare il Parlamento, vista la bocciatura dell’emendamento evidentemente non ritenuto urgente dal governo. L’idea di base era quella di approvare un nuovo provvedimento per garantire l’uscita anticipata dal lavoro a chi ha figli con disabilità al 100% a carico. Stando alla normativa attuale a questa categoria di lavoratori, nei giorni di assenza da lavoro a cui dà diritto la legge 104, vengono riconosciuti solo i contributi figuratici. La nuova proposta di riforma avrebbe consentito alla platea di beneficiari di andare in pensione prima: basterebbero 30 anni di contributi per tutti i genitori che assistono i figli disabili al 100%. Uno sconto evidentemente ritenuto eccessivo sebbene trenta anni non siano propriamente pochi, soprattutto per chi si trova a vivere una situazione familiare tanto difficile. Ovviamente sarebbe un grande vantaggio per i diretti interessati, ma non solo. La Bignami ha anche evidenziato quelli che sarebbero i benefici economici per lo Stato che, in questo modo, taglierebbe i costi di supplenze o sostituzioni per coprire le assenze. Ma ovviamente la ratio della proposta di riforma delle pensioni di lavoratori con figli invalidi al 100% non ha solo carattere economico: è una questione sociale e umana prima di tutto.

Ad oggi l’Inps ignora la situazione di queste persone che, di fatto, oltre al lavoro primario svolgono attività collaterale di assistenza. Non si tratta di una proposta del tutto nuova: già due anni fa si discuteva dell’opportunità di superare le rigidità della Legge Fornero in merito al riconoscimento dei contributi ai familiari di persone disabili. Il governo ha perso un’altra occasione per dimostrare sensibilità su un tema tanto delicato.  

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