Pensione anticipata RITA anche percependo la pensione anticipata, è possibile?

Pensione anticipata RITA, è possibile se si è già titolari di pensione anticipata? E' possibile a 61 anni con 23 anni di contributi?

di Angelina Tortora, pubblicato il
pensione anticipata

Pensione RITA, i quesiti dei nostri lettori:

1) Sono nata nel 1957 ho 23 di contributi posso fare richiesta pensione Rita? Se per cortesia mi consiglia cosa devo fare?

Risposta

Può accedere alla pensione RITA, solo se ha versato almento 5 anni in un fondo pensionistico, troverà tutte le informazioni in quest’articolo: Pensione RITA a 61 anni e 20 anni di contributi

Pensione RITA con pensione anticipata

2) Buonasera, vorrei domandarle gentilmente se per richiedere la Rita per un fondo previdenziale sia possibile aver cessato l’attività lavorativa e percepire già la pensione anticipata. Il motivo della richiesta è che la pensione del soggetto per il quale scrivo è molto bassa e gli mancano 5 anni al raggiungimento dell’età di anzianità pensionistica per lo smobilizzare della previdenza complementare. Nel caso mi rispondesse con assenso quanto stima si possa richiedere? Anche tutto il montante? In una unica rata o per forza in rendita mensile?
Ho letto il fascicolo informativo del fondo complementare Pegaso e il Direttore Generale scrive che il percepire una pensione anticipata non sia incompatibile con tale ipotesi. Chiedevo a lei delucidazioni. La ringrazio anticipatamente.

Risposta

Nei nuovi requisiti Rita 2018 si legge:

I requisiti da possedere al momento della presentazione dell’istanza, per ottenere la RITA dalle forme pensionistiche complementari che operano in regime di contribuzione definita giacché la norma non si applica a quelle a prestazione definita, sono ora i seguenti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 1 1, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005);

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi al compimento del termine di cui alla lett. b);

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari (ai sensi dell’art. 11, comma 2, del Decreto lgs. 252/2005).

Diversamente dalla disciplina previgente in tema di RITA, la sussistenza dei requisiti sopra indicati non è vincolata al rilascio di un’apposita attestazione da parte dell’INPS, come in precedenza previsto dall’art. 1, comma 168, della Legge 232/2016 al quale il comma 188 faceva rinvio.

Nella normativa viene specificato che non bisogna essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto. Inoltre, specifica che per coloro che beneficiano dell’APE, vi è un’altro requisito, che prevede solo dopo il controllo e la verifica dell’Inps sul possesso dei requisiti e la certificazione del diritto, vi sia la comunicazione ufficiale al richiedente dell’importo minimo e massimo ottenibile tramite RITA.

Per maggiori dettagli, deve contattare il fondo di appartenenza, credo Pegaso, poiché lo ha menzionato, e chiedere a loro tutte le informazioni su come fare e il calcolo effettivo. Ogni fondo ha delle regole ben precise.

Pensione anticipata RITA, in partenza per determinati fondi

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Argomenti: Lettere, News pensioni, Pensioni anticipate