Pensione anticipata RITA a 61 anni, disoccupati e calcolo, pubblici e privati, tutti i casi possibili

Pensione anticipata RITA, per dipendenti pubblici e privati, per disoccupati, come si effettua il calcolo e qual è l'età minima prevista? | La Redazione risponde.

di Angelina Tortora, pubblicato il
pensione anticipata

Pensione anticipata RITA, i quesiti dei nostri lettori:

1) Buongiorno, dopo avere letto la sua riposta ad un lettore che le chiedeva info su RITA, ho provato ad approfondire l’argomento cercando di capire come sarebbe stato suddiviso nel tempo il premio maturato. Dal calcolatore trovato nel sito risulta che es. a fronte di un importo di 60.000€ da suddividere in 100 mesi la rata, al netto delle imposte del 15%, risultava di 510€. Perché suddividere mensilmente e non ritirarla in toto se la convenienza risulta 0? Mi aspetterei una suddivisione che calcoli gli interessi sul premio residuo. O sbaglio? La ringrazio anticipatamente per il suo riscontro. Cordialmente.

Non so quale calcolatore lei abbia usato, in quest’articolo esamineremo come viene calcolata la RITA e su quali basi si calcola.

L’importo della RITA (Parziale e Totale) è calcolato sul totale dei versamenti – comprese le quote del TFR, al netto di eventuali somme già erogate a qualsiasi titolo (ad esempio, precedenti anticipazioni, riscatti) – accreditati sino al momento della richiesta, tenuto conto del
risultato di gestione desunto dalla contabilità del Fondo:

  • alla data dell’ultima rilevazione annuale precedente quella di verifica della sussistenza delle condizioni di esercizio della facoltà, per gli investimenti assicurativi; il piano di erogazione verrà ricalcolato all’inizio di ogni anno successivo, a seguito del consolidamento della rivalutazione annuale. Se l’erogazione si esaurisce nell’arco di un unico anno solare, il conguaglio relativo alla contabilizzazione dei rendimenti pro rata maturati verrà effettuato sull’ultima rata;
  • alla data di ultima valorizzazione della quota, per gli investimenti finanziari; le singole rate lorde da erogare verranno ricalcolate di volta in volta per tener conto dell’incremento (o dell’eventuale diminuzione) del montante derivante dalla gestione dello stesso.

Individuato l’ammontare della posizione destinato alla RITA, lo stesso verrà frazionato per il periodo di erogazione previsto, pari ai mesi intercorrenti dalla decorrenza della prestazione la maturazione dei requisiti pensionistici.

Una volta determinato l’importo della rata, le somme da erogare sono imputate ai fini della determinazione del relativo imponibile calcolato secondo le disposizioni vigenti nei periodi di maturazione prioritariamente agli importi della prestazione medesima maturati fino al 31 dicembre 2000 e, per la parte eccedente, prima a quelli maturati dal 1º gennaio 2001 al 31 dicembre 2006 e successivamente a quelli maturati dal 1º gennaio 2007. La parte imponibile della RITA, è assoggettata alla ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali.

Per maggiori informazioni, consigliamo di leggere: Pensione anticipata RITA, al via le regole applicative, tutte le novità 2018

2) Buongiorno, volevo farle un domanda se non disturbo. Lavoro nella Sanità da 28 anni ed ho 62 anni di età, ho qualche possibilità di uscire? Stavo leggendo le norme della RITA, posso e come usufruirne? La ringrazio anticipatamente della sua delucidazione. Se non con RITA ho spiragli?

Requisiti RITA

Alla Rita possono accedere sia i lavoratori del settore privato che i lavoratori del settore pubblico purché abbiano aderito a piani individuali pensionistici o fondi pensione, con la sola esclusione  degli aderenti ai fondi preesistenti.

Per aderire alla Rita, bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

La RITA spetta ai “lavoratori” che abbiano cessato l’attività lavorativa o che siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti – la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

In entrambi le casistiche di lavoratori è necessario che questi possano far valere almeno cinque anni di iscrizione alle forme pensionistiche complementari. Con le novità della legge di bilancio la Rita potrà essere concessa quindi con un anticipo sino a cinque anni (ad esempio dai 61 anni e 7 mesi di età) contro i 43 mesi previsti in origine che diventano dieci per i disoccupati da oltre 24 mesi. La misura, inoltre, è stata stabilizzata anche oltre il 2018.

3) Buonasera, ho letto che lei risponde agli aiuti delle persone le volevo porre una domanda mio padre ha 62 anni ed è disoccupato da 2 anni ed ha più di 30 anni di contributi può usufruire della RITA?? Grazie in anticipo.

Si lei può accedere alla RITA se ha almeno maturato cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, sopra ho menzionato i requisiti che occorrono per la rendita integrativa. Diversamente può accedere all’Ape Volontaria con 63 anni e 20 anni di contributi versati.

Ci sarebbe anche l’Ape Sociale se disoccupato licenziato che ha finito di percepire almeno da tre mesi gli ammortizzatori sociali con 63 e 30 anni di contributi versati, ricordiamo che l’Ape Sociale, salvo proroga, termina il 31 dicembre 2018.

4)Buongiorno sono un dipendente pubblico. A settembre 2018 totalizzerò 40 anni di contributi. A giugno 2018 compirò 58 anni. Esiste, secondo lei,una formula di accesso alla pensione tipo Rita o Ape o contributiva ? Grazie

Si lei può accedere sia alla Rita che all’Ape Volontaria (se verrà prorogata nel 2019), possono accedere sia i dipendenti pubblici che privati. Per la Rita sono richiesti almento 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

Comunque deve attendere di maturare il requisito dell’età. Lei è un lavoratore precoce in quanto ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni. Se si trova in una di queste condizioni, può accedere alla quota 41 indipendentemente dall’età:

  • lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e che non percepiscono più da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104);
  • lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67);
  • lavoratori che svolgono da almeno sei anni in via continuativa una delle attività gravose.

Per maggiori informazioni, consiglio di leggere: Pensione anticipata Quota 41, non basta solo il requisito contributivo

C’è anche la pensione anticipata che per tutto il 2018 è possibile accedere, per gl’uomini: 42 anni e 10 mesi per gli anni dal 2016 al 2018; 43 anni e 3 mesi per gli anni dal 2019 al 2020.

Le consiglio di vedere se può coprire con i contributi volontari qualche buco contributivo nella sua posizione, tipo il passaggio tra una diversa posizione lavorativa,  in modo da poter accedere entro il 31 dicembre 2018 alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi.

 

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

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Argomenti: Lettere, News pensioni, Pensioni anticipate, Quota 41