Pensione anticipata, a rischio i lavoratori con assegni bassi

Pensione anticipata, le classi deboli sono penalizzate e fuori dal beneficio, ecco perché.

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Pensione anticipata, le classi deboli sono penalizzate e fuori dal beneficio, ecco perché.

Pensione anticipata: sono a rischio i lavoratori che hanno maturato una pensione inferiore a 800 euro al mese. Il DPCM attuativo sull’anticipo volontario, evidenzia le difficoltà del prestito pensionistico per coloro che hanno maturato prestazioni di importo basso.

Possono accedere alla pensione anticipata con il prestito pensionistico, i lavoratori dipendenti del settore privato e ai  dipendenti del settore pubblico, in possesso di 63 anni di età e 20 anni di contributi.

Pensione anticipata e soglia minimo di reddito

Nel DPCM viene considerata un’ulteriore condizione: la soglia minima di accesso.

Le criticità nascono nella circostanza in cui, l’importo della pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, risulti pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’assicurazione generale obbligatoria, circa 702,65 euro al mese.

Questo valore dev’essere al netto della rata di restituzione, che può oscillare in base all’entità e alla durata dell’anticipo richiesto.

Per questo motivo, il prestito si rivolgerà prevalentemente ai lavoratori che hanno maturato una pensione lorda superiore a 1.000 euro al mese. Coloro che hanno una pensione di importo ricompreso tra i 750 e i 1.000 euro mensili dovranno valutare l’effettiva possibilità di poter conseguire il prestito pensionistico. La rata di ammortamento del prestito può far scendere il reddito sotto i 702,65 euro determinando così l’impossibilità di ottenere il prestito pensionistico. In questo modo, le classi deboli, sono penalizzate e fuori dal beneficio.

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