Pensione anticipata quota 41 lavoratori precoci: vi rientrano i coltivatori diretti?

I Coltivatori diretti rientrano nella quota 41 per i lavoratori precoci? Vediamo cosa dice la normativa.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
I Coltivatori diretti rientrano nella quota 41 per i lavoratori precoci? Vediamo cosa dice la normativa.

Buonasera dottoressa Del Pidio,

sono nato nel 1962. Ho iniziato subito a versare i contributi a 15 anni e cioè il primo giugno 1977 come coltivatore diretto fino ad oggi. Volevo sapere se posso andare in pensione come lavoratore precoce? O devo aspettare la pensione anticipata misto contributiva? Attendo una sua risposta, nell’attesa la ringrazio. Buonasera.

 

Quota 41 lavoratori precoci: a quali lavoratori è rivolta?

La quota 41 per i lavoratori precoci permette il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi a tutti i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi, ma anche alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi. Questo significa che la misura interessa sia i lavoratori del pubblico impiego che quelli del settore privato ma anche gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi come Artigiani, Commercianti e Coltivatori Diretti.

Per poter accedere al beneficio, però, oltre ai 41 anni di contributi, bisogna rispettare anche altri requisiti che sono:

  • almeno 12 anni di contributi versati prima del compimento dei 19 anni di età
  • appartenere ad almeno uno dei 5 profili di tutela che sono stati, in parte, ampliati dalla legge di bilancio 2018.

Quali sono i profili di tutela della quota 41 dei lavoratori precoci?

  • Lavoratori in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi.
  •  lavoratori dipendenti ed autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104); dal 2018 sono inclusi anche coloro che assisitono parenti e affini di secondo grado conviventi.
  •  lavoratori dipendenti ed autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%;
  • lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti o lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l’anno
  • lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa negli ultimi 7 anni (dal 1 gennaio 2018, da almeno sette negli ultimi dieci anni, al momento del pensionamento attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo (si tratta dei cd. lavori gravosi). Dal 1° gennaio 2018 le professioni definite gravose diventano 15 dalle precedenti 11 (con inclusione degli operai agricoli, lavoratori della pesca, marittimi ed impianti siderurgici)

Conclusioni

Purtroppo, lei, pur possedendo due dei requisiti richiesti (41 anni di contributi al 1 giugno 2018) e 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni, non rientra, per quel che ne so, in nessuno dei 5 profili di tutela e quindi non può fare domanda per la quota 41 per i lavoratori precoci. Dovrà, quindi, attendere di maturare i contributi necessari per la pensione anticipata misto contributiva.

Per dubbi o domande contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, News pensioni, Quota 41