Pensione anticipata quota 41: lavorare dopo il licenziamento fa perdere il diritto?

Lavorare dopo il licenziamento da parte dell'azienda fa perdere il diritto alla quota 41 per i lavoratori precoci.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Lavorare dopo il licenziamento da parte dell'azienda fa perdere il diritto alla quota 41 per i lavoratori precoci.

Buonasera, sono del 1958, ho 40,5 anni di contributi, ho lavorato più di 12 mesi prima dei 19 anni, da gennaio 2016 percepisco la Naspi che mi spetta per 24 mesi e, poiché sto lavorando molto come interinale, ad  oggi ho ancora 340 giorni di disoccupazione. Per favore può dirmi se posso accedere alla pensione come precoce e, nel caso affermativo, quando? So che devo esaurire i giorni di Naspi. Grata della Sua risposta.

 

La pensione anticipata con la quota 41 riservata ai lavoratori precoci prevede che il periodo di disoccupazione non debba essere interrotto neanche da un giorno di lavoro.

Il disoccupato che dopo il licenziamento da parte dell’azienda ha lavorato anche per un solo giorno perde il diritto alla pensione anticipata per i lavoratori precoci anche se ha lavorato con lavoro occasionale, con i voucher, con il libretto famiglia, con il lavoro stagionale o con contratto a termine. Basta un solo giorno di occupazione, in base a quanto specificato dall’Inps, per perdere il diritto alla quota 41.

Avendo lei lavorato, durante il periodo di disoccupazione, quindi, non potrà fruire della pensione anticipata per i lavoratori precoci.

L’alternativa che le resta per un pensionamento prima del compimento dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia è il raggiungimento dei requisiti necessari alla pensione anticipata che ad oggi sono, per le donne, di 41 anni e 10, ma dal 1 gennaio 2019 aumenteranno a 42 anni e 3 mesi.

Per dubbi e domande contattami: [email protected]

Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti.

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Argomenti: Lettere, News pensioni, Quota 41