Pensione anticipata: quale penalizzazione

Quale penalizzazione è prevista per chi va in pensione anticipata? Da che età partono i tagli sull’assegno Inps? Ecco le ipotesi al vaglio del governo

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Quale penalizzazione è prevista per chi va in pensione anticipata? Da che età partono i tagli sull’assegno Inps? Ecco le ipotesi al vaglio del governo

La riforma delle pensioni si pone l’obiettivo di garantire la pensione anticipata con la previsione di una penalizzazione mensile atta a compensare i costi per il governo. Diverse le ipotesi al vaglio del governo in questo momento: ecco gli scenari ipotizzabili per il futuro.  

In pensione a 62 anni con penalizzazione fino ai 66

Il primo scenario per non attendere i 66 anni di età e i 20 di contributi è quello di andare in pensione anticipata a 62 anni e 35 di contributi ma con una penalizzazione di due punti percentuali per ogni anno di anticipo, arrivando a un massimo dell’8 per cento (progetto di legge 857).

La stessa proposta prevede anche la possibilità di andare in pensione con almeno 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica.

Part time prima della pensione e staffetta generazionale

Una seconda ipotesi, molto caldeggiata dal ministro Poletti, è quella di favorire la staffetta generazionale in modo graduale. Chi è prossimo alla pensione lavorerebbe part time percependo al tempo stesso un anticipo sulla pensione.

Ritorno al contributivo: la proposta di Tito Boeri

Sull’iniquità delle differenze a favore di chi va in pensione con assegni calcolati con il sistema retributivo si è espresso di recente più volte Tito Boeri. Un ritorno al contributivo tout court potrebbe comportare tagli pesanti per chi è prossimo alla pensione.

Riforma pensioni: a che punto è la quota 100?

Non del tutto abbandonata l’ipotesi studiata da Cesare Damiano: il sistema a quote e, in particolare la quota 100. Il problema resta quello della copertura finanziaria.

Pensione anticipata donne: le quote rosa

Nell’ambito della riforma delle pensioni resta da sciogliere la questione della pensione donne. Alle donne in pensione con il metodo contributivo viene garantito uno sconto di quattro mesi per ogni figlio sui requisiti anagrafici di accesso alla pensione fino ad un massimo totale di un anno. Alcune proposte di legge si pongono l’obiettivo di portare l’agevolazione ad un anno per ogni figlio fino a un massimo di cinque anni.

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