Pensione anticipata con periodi di cassa integrazione, tutte le alternative possibili

Pensione anticipata lavoratore precoce con periodi contributivi con cassa integrazione, tutte le alternative possibili.

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Pensione anticipata Quota 41

Pensione anticipata con periodi di cassa integrazione

Buon giorno, volevo chiedere un consiglio. Sono vedovo da circa tre anni, con tre figlie minori.

Lavoro  attualmente  all’…, ho iniziato a lavorare nel 1973 come apprendista pasticcere

poi nelle Officine metalmeccaniche con anche periodi di cassa integrazione.

Dal 02.05 1988 nel servizio ASL. Quando posso andare in pensione?

Il nostro lettore è un lavoratore precoce, esamineremo in quest’articolo tutte le possibili alternative, partendo dalla quota 41, l’Ape volontaria e la Rita, tutte forme di pensione anticipata.

Pensione anticipata Quota 41 lavoratori precoci: requisiti

Possono accedere alla quota 41 indipendentemente dall’età anagrafica, i lavoratori che hanno almeno un anno di contributi maturato prima del compimento del 19° anno di età, hanno maturato un’anzianità contributiva di 41 anni e si trovano nelle 4 categorie di tutela previste dalla normativa vigente. Tra le quattro categorie rientrano anche i lavori gravosi.
L’assegno spettante alle pensioni quota 41 viene quindi calcolato con il sistema misto.

L’INPS specifica che i dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate e meglio descritte nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88.

Tali attività lavorative si intendono svolte in via continuativa quando non ci siano state interruzioni nei sei mesi precedenti dal momento della decorrenza della pensione anticipata APE Sociale il periodo è di 12 mesi, con la condizione che il lavoro sia stato svolto nel  settimo anno precedente la decorrenza.

APE sociale

L’APE sociale è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS  ai lavoratori che hanno raggiunto almeno 63 anni di età e che non siano titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

La prestazione viene corrisposta fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al raggiungimento dei requisiti della pensione anticipata. L’importo dell’assegno pensionistico non può superare 1.500 euro, inoltre, non va né rivalutato né integrato al minimo.

Requisiti

I requisiti richiesti per poter accedere all’APE Sociale sono:

  • almeno 63 anni di età;
  • maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia entro i 3 anni e 7 mesi successivi all’inizio dell’Ape.

Inoltre è necessario rientrare in una di queste 4 categorie di tutela:

  • lavoratori disoccupati senza ammortizzatori sociali che hanno maturato almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori disabili con una percentuale di invalidità del 74% e con almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori con almeno 30 anni di contributi che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità (Caregiver);
  • lavoratori che hanno svolto lavoro faticoso e pesante e rientrano nelle “attività gravose”, il lavoro dovrà essere stato svolto per almeno 6 degli ultimi 7 anni e hanno almeno 36 anni di contributi.

APE Volontaria: requisiti

L’Ape volontaria è un’opzione irreversibile, a differenza dell’Ape sociale, non ci sono preferenze per disoccupati o invalidi.
L’APE volontaria si rivolge a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere un’età anagrafica di 63 anni di età ed essere in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’AGO;
  • non percepire assegno di invalidità o pensione diretta.

Una valida alternativa la pensione RITA

Un’ altra alternativa interessante è la Rendita integrativa RITA, inserita con la manovra 2018, la rendita integrativa temporanea anticipata diventa accessibile quando mancano cinque anni alla pensione, non viene più previsto il requisito anagrafico dei 63 anni, resta invariato il requisito contributivo di 20 anni di contribuzione versata.

Quindi, considerando che da gennaio 2018 l’età pensionabile sarà per tutti 66 anni e 7 mesi, si presuppone che potranno chiedere la pensione i lavoratori con 61 anni e sette mesi di età con una contribuzione versata di 20 anni.

L’accesso alla RITA predispone la cessazione del rapporto di lavoro.

Viene abolito che il lavoratore deve aver richiesto effettivamente l’APE volontaria, ma è sufficiente che abbia i requisiti previsti per l’APE volontario per poter farne richiesta.

Conclusioni

Consiglio al nostro lettore di rivolgersi ad un patronato e con loro valutare la sua posizione contributiva considerando i periodi di cassa integrazione. Ricordiamo che i periodi di cassa integrazione sono considerati utili per maturare il diritto alla pensione vecchiaia o anticipata, sia per quanto riguarda il requisito anagrafico che per l’ammontare. Sono utili anche per il diritto e per la misura di tutte le altre prestazioni Inps. Abbiamo elencato tutte le possibile alternative, per quando riguarda la RITA, bisogna attendere le circolari INPS.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienze per la risposta, risponderemo a tutti”.

Fonte: INPS

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