Pensione anticipata o Quota 100, la decisione al bivio, cosa conviene?

La nuova riforma pensione crea molte perplessità, cosa conviene Quota 100 o Pensione anticipata? Analizziamo le ultime notizie.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione al bivio

Pensione anticipata o Quota 100: Buonasera, le illustro il mio dubbio: sono nato nel 1957 e lavoro dal maggio del 1976 ad oggi ho maturato oltre 42 di contributi compreso servizio di leva, la mia professione è l’infermiere, non sono considerato lavoratore precoce perché fino ai 18 anni sono andato a scuola, non sono considerato lavoratore usurante (così mi hanno detto), perché il turno h 24 l’ho fatto fino al 2015, poi il fisico non me lo permetteva più e ora lavoro su due turni, il mio dubbio è questo: mi conviene andare in pensione 2019 con la legge Fornero o con la quota 100? Che poi per me sarebbe quota 104. Grazie per una sua risposta.

 

Analizziamo cosa prevede la nuova riforma pensionistica sulla Quota 100 e la pensione anticipata, in base alle ultime ipotesi, confrontandole nei limiti del possibile, in quanto parliamo di ipotesi e non di certezze. La manovra è allo studio dei tecnici del Governo e tutto può cambiare.

Pensione Quota 100

La nuova misura Quota 100 con 62 anni e 38 anni di contributi, si presenta come una pensione a quote, come specifica il nostro lettore, rimane fisso il requisito contributivo di 38 anni. Quindi nel caso specifico si arriverebbe a una quota 104. Al momento questa misura non è ben definita, in quanto ancora allo studio dai tecnici al Governo.

Si parla di una Quota 100 senza penalizzazioni, ma non viene specificato il tipo di calcolo che sarà applicato se misto o contributivo.

L’ipotesi di una penalizzazione, riguarda una percentuale di 1,5% per ogni anno di anticipo fino a un massimo di 5 anni. Questa ipotesi, da come si evince dalle ultime indiscrezione, sembrerebbe accantonata.

Nelle varie ipotesi di Quota 100, è stato considerato anche l’eventuale calcolo solo con il sistema contributivo, per diminuire il numero di lavoratori che potrebbero farne richiesta. Questa ultima ipotesi potrebbe essere molto penalizzante, in quanto verrebbe effettuato il ricalcolo contributivo dei contributi versati dal 1996 portando a un calcolo misto anche chi avrebbe diritto a un calcolo retributivo fino al 2011. Questa è un’ipotesi, che sembra il governo voglia accantonare.

Pensione anticipata

In riferimento alla pensione anticipata nel 2019 sarebbero necessari 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi di contributi per le donne, con un massimo di 5 anni di contributi figurativi.

Anche in questo caso il governo sta valutando il blocco dell’adeguamento dei 5 mesi, imposti dalla legge Fornero per l’adeguamento di vita.

Pensione anticipata a 41 anni o 41 e mezzo, al 43 e 3 mesi (42,3 per le donne), attivato già dal 2019 insieme a Quota 100. La pensione anticipata viene calcolata nel modo seguente:

  • per i contributi versati fino al 31 dicembre 2011 con il sistema retributivo, per quelli successivi con il sistema contributivo per coloro che sono in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • per chi è in possesso di meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, con il sistema retributivo per i contributi versati entro quella data e con il sistema contributivo tutti gli altri.

Conclusioni

Se viene modificata la legge Fornero, come promesso e come due giorni fa, testimoniato da Salvini e Di Maio, lei potrà accedere tranquillamente già dal 2019 alla pensione anticipata con 42 anni di contributi versati. Se non dovesse andare in porto questa misura, allora potrà valutare la quota 100, che si spera sarà completata a fine ottobre. Adesso è difficile fare una giusta valutazione, in quanto parliamo di ipotesi, che lasciano il tempo che trovano.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate