Pensione anticipata o Quota 100, dal 2019 cosa conviene?

Pensione anticipata e pensione Quota 100, dal 2019 cosa conviene? Come sarà calcolata la pensione? Sarà penalizzante? Tante domande.

di Angelina Tortora, pubblicato il
pensione anticipata

Pensione anticipata e Quota 100: Salve, mio marito dal 02/2017 avrebbe potuto andare in pensione anticipata, non ha ancora fatto richiesta, vorrebbe sapere se andasse in vigore la 100 lui ci perderebbe? Visto che la sua pensione verrebbe ancora calcolata con il calcolo retribuitivo e non con il calcolo retribuitivo. Questi calcoli saranno toccati? Verranno pagati tutte con il sistema retribuitivo? Mio marito sta ancora lavorando perche’ la sua pensiona e’ bassa, ha tanti contributi agricoli, allora gli hanno detto che la pensione lavorando si rivaluterà? Anche questo e’ possibile? Grazie.

Risposta

La Quota 100 verrà inserita nella prossima legge di Bilancio e dovrebbe andare in vigore nei primi mesi del 2019. E’ ancora in fase di elaborazione, ad oggi non si sa ancora nulla di preciso.

Le ultime indiscrezioni prevedono una Quota 100 con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Per far fronte ai costi della manovra, avanza l’ipotesi di un calcolo pensionistico con il sistema contributivo (dai versamenti contributivi dal 1996 in poi). Il calcolo contributivo rispetto a quello retributivo è penalizzante, comporta un assegno pensionistico più basso.

Al momento non è possibile stabilire la convenienza in quanto la Quota 100 non è ancora definitiva e tutto può cambiare.

In riferimento alla pensione anticipata, nel 2018 è possibile accedere al pensionamento con i seguenti requisiti: 42 anni e 10 mesi (uomini) e 41 e 10 mesi (donne). Dal 2019, se non verrà modificata la legge Fornero, ci sarà un’innalzamento per aspettativa di vita, di cinque mesi. I requisiti dal 2019 saranno: 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

La pensione anticipata non sarà abolita, le nuove misure pensionistiche saranno un incremento a quelle che già ci sono.

Calcolo della pensione secondo i tre sistemi: contributivo, retributivo e misto

Il criterio di calcolo della pensione varia a seconda dell’anzianità contributiva maturata dal lavoratore al 31 dicembre 1995.

La pensione è calcolata con il sistema di calcolo contributivo per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e per coloro la cui pensione è calcolata col suddetto sistema in base agli istituti vigenti.

La pensione è calcolata con il sistema retributivo e misto (una quota con il sistema retributivo e una quota con il sistema contributivo) per i lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Dal 1° gennaio 2012, a tutti i lavoratori, viene applicato il sistema di calcolo contributivo sulla quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1° gennaio 2012.

Pensione sistema retributivo

Il sistema retributivo si applica alle anzianità contributive maturate fino al 31 dicembre 2011 dai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995.
Secondo tale sistema, la pensione è rapportata alla media delle retribuzioni (o redditi per i lavoratori autonomi) degli ultimi anni lavorativi.

Si basa su tre elementi:

  • l’anzianità contributiva, data dal totale dei contributi fino a un massimo di 40 anni, che il lavoratore può far valere al momento del pensionamento e che risultano accreditati sul suo conto assicurativo, siano essi obbligatori, volontari, figurativi, riscattati o ricongiunti;
  • la retribuzione/reddito pensionabile, data dalla media delle retribuzioni o redditi percepiti negli ultimi anni di attività lavorativa, opportunamente rivalutate sulla base degli indici ISTAT fissati ogni anno;
  • l’aliquota di rendimento, pari al 2% annuo della retribuzione/reddito percepiti entro determinati limiti stabiliti con legge per poi decrescere per fasce di importo superiore. Ciò vuol dire che, se la retribuzione pensionabile non supera tale limite, con 35 anni di anzianità contributiva la pensione è pari al 70% della retribuzione, con 40 anni è pari all’80%.

L’importo della pensione con il sistema retributivo si compone di due quote.

La quota A è determinata sulla base dell’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1992 e sulla media delle retribuzioni degli ultimi 5 anni, o meglio, delle 260 settimane di contribuzione immediatamente precedenti la data di pensionamento per i lavoratori dipendenti, e dei 10 anni (520 settimane di contribuzione) immediatamente precedenti la data di pensionamento per i lavoratori autonomi.

La quota B è determinata sulla base dell’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 1993 alla data di decorrenza della pensione e sulla media delle retribuzioni/redditi degli ultimi dieci anni per i lavoratori dipendenti e degli ultimi 15 anni per gli autonomi.

Pensione con sistema misto

Il sistema misto si applica ai lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e a decorrere dal 1° gennaio 2012 anche ai lavoratori con un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995.

Per i lavoratori con un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 1995, in parte con il sistema contributivo, per l’anzianità maturata dal 1° gennaio 1996.

Per i lavoratori con un’anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995 la pensione viene calcolata in parte secondo il sistema retributivo, per l’anzianità maturata fino al 31 dicembre 2011 secondo le modalità descritte al sistema retributivo, e in parte con il sistema contributivo, per l’anzianità contributiva maturata dal 1° gennaio 2012.

Fonte: INPS

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate