Pensione anticipata: non è prevista la riduzione dell’assegno

La pensione anticipata non prevede più penalizzazioni dal 2017; vediamo per quali pensionamenti conviene il riscatto laurea.

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La pensione anticipata non prevede più penalizzazioni dal 2017; vediamo per quali pensionamenti conviene il riscatto laurea.

Buongiorno,

in riferimento all’ articolo in oggetto, le pongo un dubbio o chiedo una precisazione.
La sua risposta sarebbe corretta, se per noi “giovani” esistesse ancora quota 100 o la pensione di anzianità che in realtà è sparita.
tolte queste due possibilità, il riscatto della laurea darebbe un  vantaggio temporale solo in caso di anticipata (posto che nel 2047 esista ancora).
ma con l anticipata la riduzione dell assegno sarebbe maggior dell’esborso.
Sbaglio qualcosa?

Pensione anticipata e riscatto laurea

Devo dissentire con lei poichè la pensione anticipata, che richiede come requisiti di accesso 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, non prevede riduzione alcuna sull’assegno pensionistico che è calcolato sul montante contributivo senza l’applicazione di penalizzazioni.
La pensione anticipata, che dal 2012 ha preso il posto della pensione di anzianità, prevedevede penalizzazioni dell’1 e del 2% per chi vi accedeva con un’età inferiore ai 62 anni fino al 2017, anno in cui la legge di Stabilità ha cancellato definitamente tali penalizzazioni. Ad oggi, quindi, la pensione anticipata non ha penalizzazioni ma permette la fruizione dell’assegno pensionistico pieno e calcolato soltanto sui contributi versati (in sistema misto per chi ha anche contributi versati prima del 1996, in sistema contributivo per chi non ha contributi prima di tale anno).
Per quanto riguarda, invece, le misure che permettono una reale convenienza con il riscatto laurea, sono tutte le misure pensionistiche basate sul conteggio dei contributi. Non possiamo sapere se da ora al 2047 saranno introdotte altre misure di pensionamento anticipato oltre alla pensione anticipata tradizionale, ma già ora si parla di una quota 41 per tutti indipendentemente dall’età( 41 anni di contributi versati) e di un’ape sociale strutturale (e, quindi, per sempre). Nelle intenzioni dell’esecutivo entrante, quindi, non vi è l’intenzione di abolire i pensionamenti anticipati, anche perchè questo impedirebbe il ricambio generazionale nel mondo del lavoro e una stagnazione dell’occupazione, ma di introdurne di nuovi che, possibilmente, abbiano meno costi per le casse dello Stato.

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