Pensione anticipata lavoratore precoce Quota 41, la mobilità rientra negli ammortizzatori sociali?

Pensione anticipata lavoratore precoce Quota 41, la mobilità è considerata negli ammortizzatori sociali, è possibile fare domanda di pensionamento?

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Pensione anticipata Quota 41, mobilità, il quesito di un nostro lettore:

G.le sig.ra , le scrivo nella speranza di ricevere indicazioni precise sulla mia situazione visto che i vari patronati e impiegati dell’INPS stessa sono stati tutti approssimativi. Attualmente in mobilità con scadenza il 18 marzo 2018, a quella data avrò abbondantemente superati i 41 anni di contributi. Sono nato il 17-11-1958 , ho iniziato a lavorare nel 73 e prima del 19° anno di età avevo più di 12 mesi di contributi versati.

La domanda è: posso accedere alla pensione, come precoce? Quali sono le tempistiche per la domanda? Alcuni patronati mi hanno detto che la legge parla di lavoratori in disoccupazione e non in mobilità, quindi sarei escluso da questa possibilità, è mai possibile? Mi scusi per la lunghezza del testo, spero tanto in una Sua risposta, non so più a che Santo rivolgermi e vorrei evitare di fare passi falsi, non posso permettermelo. La ringrazio anticipatamente.

Risposta

L’INPS con il messaggio 2884 ha confermato che, per fruire dell’Ape Sociale e della Quota 41 lavoratori precoci, resta necessario aver precedentemente fruito della Naspi, dell’Aspi ma anche della mobilità ordinaria.

Necessario anche che la fruizione di tali ammortizzatori sociali, sia cessata da almeno 3 mesi prima di presentare istanza.

Quindi viene confermato che se un soggetto non aveva i requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali, non potrà ottenere la pensione anticipata lavoratori precoci e Ape Sociale.

Lei può accedere alla domanda di pensione anticipata lavoratori precoci in quanto come sopra specificato, la mobilità rientra negli ammortizzatori sociali, va ricordato che nei requisiti la mobilità deve’essere cessata da almeno tre mesi.

La domanda può essere presentata dal 1° marzo di ciascun anno. Alcuni requisiti possono essere valutati in via prospettica, e sono:

  • 41 anni di contributi;
  • i 3 mesi di inoccupazione successivi al percepimento della Naspi;
  • per i lavoratori usuranti almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro prestato, oppure metà della via lavorativa nella mansione usurante;
  • per i lavoratori che svolgono una mansione gravosa, i 6 anni di lavoro prestato in via continuativa.

Le consiglio di rivolgersi al patronato, porti la circolare dell’INPS menzionata nell’articolo e faccia controllare la sua posizione contributiva, se ha tutti i requisiti, le consiglio di inoltrare la domanda il 1° marzo 2018.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono, vi chiediamo di avere pazienze per la risposta, risponderemo a tutti“.

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