Pensione anticipata: la crisi in Grecia frena la riforma in Italia?

Riforma pensioni e pensione anticipata: cosa potrebbe succedere in Italia dopo la crisi in Grecia? L'Europa ci tiene d'occhio?

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Riforma pensioni e pensione anticipata: cosa potrebbe succedere in Italia dopo la crisi in Grecia? L'Europa ci tiene d'occhio?

Quello che sta succedendo nella vicina, non solo geograficamente, Grecia, può avere effetti anche in Italia? La riforma per la pensione anticipata rischia di subire un forte freno dopo gli ultimi accadimenti: l’Europa potrebbe prendere di mira anche l’Italia ed imporre un giro di vite sui diritti previdenziali e l’età pensionabile.Vediamo quindi come la crisi ellenica rischia di avere conseguenze per i pensionati italiani e non solamente per quelli che vivono in Grecia.

Pensione anticipata e privilegi: Italia come la Grecia?

Oggi la Grecia è al 44esimo posto tra le economie mondiali per Pil nominale mentre solo cinque anni fa, quando iniziò il contenzioso con la zona euro, era in 27sima posizione secondo lo stesso criterio. Aldilà di quello che si possa pensare oggi dell’esito del referendum, è innegabile che questa sia la fotografia di un Paese che ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. I numeri lo confermano: i dipendenti pubblici erano il 25% dei lavoratori totali, contro il 15,1% della media nell’ area euro (basti pensare che in Italia, dove la percezione è di un numero eccessivo di posti pubblici e sprechi, la media era ferma a 14,4). Per quanto riguarda l’accesso alla pensione anticipata, in Grecia l’età pensionabile era fissata a 60 anni per le donne e 65 per gli uomini, con 35 anni di contribuiti ma per 580 categorie di lavori usuranti la soglia scendeva rispettivamente a 50 e 55 anni. Nella lista non rientravano solo minatori e scaricatori di porto ma anche parrucchieri, musicisti di strumenti a fiato, fornai, speaker radiofonici, contadini e consorti, dipendenti della Banca Nazionale e della compagnia aerea di bandiera Olympic Airlines etc. Dopo le pressioni dell’Europa qualche modifica è stata fatta: oggi i lavoratori greci vanno in pensione mediamente a 63 anni (59 per le donne). Una soglia ben distante dall’obiettivo comune di 67 anni imposto dalla Troika entro il 2022. Basti pensare che oggi, alla luce dei tagli sulle pensioni, la Grecia spende per il sistema previdenziale il 17% del Pil, contro il 12,2 della Germania. Non solo: la pensione media greca è 1.030 euro, contro i 1.100 euro dell’assegno pensionistico tedesco e di certo i due Paesi non sono paragonabili in termini di costo della vita: a conti fatti, considerando che uno stipendio tedesco è circa il doppio di quello greco per la stessa posizione, questo vuol dire che un tedesco va in pensione in media con il 40% della sua ultima busta paga, un greco con gli stessi requisiti invece arriva anche all’ 85%.

E chi non ricorda la questione delle cd “zitelle d’oro”? Erano cos’ chiamate le figlie non sposate di dipendenti pubblici, che, fino al matrimonio, potevano incassare una pensione di reversibilità ereditaria fino a 1.000 euro al mese (una misura che costava alle casse dell’Erario circa 550 milioni di euro l’ anno). I bonus riconosciuti sul posto di lavoro negli anni non si contano: bonus per chi arrivava in orario, per chi usava il computer, per chi parlava lingue straniere etc.

Pensione anticipata: cosa succederà in Italia dopo la crisi greca?

Oggi tutto questo suona come un campanello d’allarme in Italia: da mesi ormai si discute sull’esigenza di garantire una pensione anticipata ma la riforma delle pensioni dovrà passare sotto il vaglio dell’Europa per l’analisi della fattibilità economica e, soprattutto dopo la crisi in Grecia, è facile prevedere che i giudizi non saranno elastici e concessivi. Del resto già da prima del referendum in Grecia, l’Europa aveva difeso la riforma Fornero in ordine alla sua sostenibilità.

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