Pensione anticipata: il no dell’Europa mette a rischio la riforma?

Dalla Bce parere negativo sulla riforma delle pensioni che dovrebbe garantire la pensione anticipata con requisiti più flessibili rispetto alla Legge Fornero: costerebbe troppo

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Dalla Bce parere negativo sulla riforma delle pensioni che dovrebbe garantire la pensione anticipata con requisiti più flessibili rispetto alla Legge Fornero: costerebbe troppo

La riforma pensioni è a rischio? Garantire la pensione anticipata in deroga ai rigidi requisiti della Legge Fornero costerebbe troppo alle casse dello Stato e potrebbe rivelarsi controproducente per il nostro Paese. A lasciarlo intendere nei giorni scorsi era stato il Presidente dell’Inps Tito Boeri, che aveva messo in guardia sui costi della riforma delle pensioni stimandoli intorno ai 10 miliardi di euro.

Pensione anticipata: Italia, Spagna e Belgio non possono permettersela?

Ora il no ufficiale arriva dalla Bce: a riportare l’allarme è il bollettino dell’Eurotower in cui si legge che le previsioni di garanzia di pensione anticipata “dipendono da ipotesi molto ottimistiche sugli andamenti della produttività e del mercato del lavoro”. La conclusione dell’istituto guidato da Mario Draghi è che “sarebbe fuorviante interpretarle come un’indicazione che gli sforzi di riforma siano meno urgenti”. Nel bollettino economico si fa riferimento esplicito ad alcuni Paesi maggiormente a rischio visto il calo di produttività degli ultimi anni e la preoccupante percentuale di disoccupazione. Tra questi appunto anche l’Italia, insieme a Belgio e Spagna.    

Riforma pensioni: il governo dirà addio alla flessibilità in uscita?

Matteo Renzi e il ministro Giuliano Poletti si assumeranno comunque il rischio di andare avanti con la riforma delle pensioni verso una maggiore flessibilità in uscita? Forzare per la pensione anticipata, avverte la Bce, spingerebbe verso un risultato contrario a quello previsto dall’ Ageing report del 2015 elaborato dal Comitato di politica economica e dalla Commissione Ue, ovvero quello di diminuire le uscite legate al sistema previdenziale. L’Italia è davvero pronta a sostenerne i costi? Il rischio è che il buco miliardario che si andrebbe a creare inevitabilmente, finirebbe per pesare sulle generazioni future. Uno scenario non incoraggiante soprattutto se letto in combinazione con la relazione della commissione economico-finanziaria dell’istituto sul periodo 2014-2023 che ha previsto un aumento del passivo Inps di 56,5 miliardi.    

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