Pensione anticipata disoccupato e caregiver, 60 anni e 38 di contributi, quali alternative

Pensione anticipata disoccupato e caregiver, quali alternative possibili.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Cosa fare se la domanda di APE Sociale viene respinta

Pensione anticipata, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, quando posso fare la domanda? Ho 60 anni sono in NASPI da aprile 2017, ho attualmente 38 anni di contributi (compreso l’anno di NASPI) ma la cosa più importante è che sono superato, io vivo con mia madre invalida al 100×100 e la sto accudendo. 
Grazie se mi può rispondere.

Risposta

E’ brutto leggere sono superato, ma molti lettori mi scrivono: ormai il campo del lavoro non mi accetta, oppure come il nostro lettore sono superato, o anche troppo vecchio per lavorare. La formazione continua in tutti i campi, potrebbe far superare questo fattore, ed essere aggiornati a qualsiasi età. Nell’era tecnologica in cui viviamo, essere superato si può dire ad un pc, ad un telefonino, ma l’uomo ha un cuore un anima, e soprattutto ha la capacità di reinventarsi. Dopo questa breve postilla, entriamo nel quesito per capire le possibilità che ha il nostro lettore di fare domanda di pensione anticipata.

Pensione anticipata Ape Sociale

La pensione anticipata Ape sociale è l’unica misura pensionistica che prevede il caregiver, colui che assiste il familiare disabile da almeno 6 mesi. La misura  è stata pensata per i nati fra il 1951 e il 1953 che abbiano maturato fra i 30 e i 36 anni di contributi a seconda dei casi, che possono andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima rispetto l’età pensionabile, quindi, volendo, già a 63 anni.

I requisiti per poter accedere a questa misura in via sperimentale, sono:

L’indennità c.d. APE sociale spetta ai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1996, i quali si trovino nelle seguenti condizioni:

  • disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante. Lo stato di disoccupazione deve essere conseguente alla cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604;
  • soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, l’unito civilmente o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
  • dipendenti che svolgono o abbiano svolto da almeno sei anni in via continuativa una o più delle attività lavorative di seguito elencate e meglio descritte nell’allegato A del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 maggio 2017, n. 88.

Tali attività lavorative si intendono svolte in via continuativa quando le medesime non abbiano subito interruzione nei sei anni precedenti il momento della decorrenza dell’APE sociale per un periodo complessivamente superiore a dodici mesi ed a condizione che le attività lavorative siano state svolte nel settimo anno precedente la predetta decorrenza, per una durata almeno pari all’interruzione predetta. Comportano l’interruzione della suddetta continuità i periodi di svolgimento di attività diverse da quelle gravose di cui sopra e i periodi di inoccupazione.

Ape Sociale ci sarà la proroga?

La previsione contenuta nella legge di Bilancio è rappresentata dall’istituzione del Fondo Speciale per l’APE nel quale confluiranno i risparmi maturati con l’obiettivo di prorogare la possibilità sino al 31 dicembre 2019 (per l’estensione temporale servirà però un provvedimento legislativo).

Il fondo avrà dotazione di 17,4 milioni di euro per il 2019, 12,1 milioni per il 2020, 14,4 milioni per il 2021, 6,6 milioni per il 2022, 7,9 milioni per il 2023 e 5 milioni a decorrere dal 2024.

Molti i cittadini, come il nostro lettore, che sperano nel rinnovo dell’APe Sociale.

Il nuovo contratto di Governo Lega e 5 Stelle, non menziona la proroga dell’Ape Sociale, quindi se non fosse prorogata, vedrà la sua chiusura il 31 dicembre 2018.

Il nuovo contratto di governo e la riforma pensionistica

Il contratto di accordo di Governo tra Salvini e Di Maio resta l’ultima tappa da decidere il premier. L’accordo prevede importanti novità sulla riforma pensione. In rifermento alla legge Fornero non si parla di abolizione, ma di semplice superamento. Saranno stanziati 5 miliardi per agevolare l’uscita anticipata dei lavoratori, per combattere la disoccupazione. La nuova Riforma pensioni prevede la quota 100, prevista nel programma dei cinque stelle e la proroga della misura sperimentale Opzione donna.

Per maggiori informazioni, leggere: Pensione Quota 100, Opzione Donna e Legge Fornero, firmato l’accordo del nuovo Governo, tutte le novità

Da non sottovalutare anche l’Ape Volontario e la Rita, analizziamo i requisiti.

Requisiti APE Volontario

Possono fare richiesta tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS, non inferiore a un certo limite.

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito richiesto, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO);
  • non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

Ricordiamo che l’APE volontaria (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) può essere richiesta dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Sono esclusi i liberi professionisti iscritti alle casse professionali.

Requisiti Rita – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

Per aderire alla Rita, bisogna essere in possesso dei seguenti requisiti:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;

c)     Maturazione, alla data di presentazione della domanda di accesso alla RITA, di un requisito contributivo complessivo di almeno venti anni nei regimi obbligatori di appartenenza;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;

oppure, in alternativa:

a)     Cessazione dell’attività lavorativa;

b)     Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo superiore a ventiquattro mesi;

c)     Raggiungimento dell ‘età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i dieci anni successivi;

d)     Maturazione di cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.

La RITA spetti ai “lavoratori” che abbiano cessato l’attività lavorativa o che siano rimasti inoccupati per il periodo ivi stabilito – unitamente agli altri requisiti – la prestazione in questione spetta solo agli iscritti titolari di reddito di lavoro.

In entrambi le casistiche di lavoratori è necessario che questi possano far valere almeno cinque anni di iscrizione alle forme pensionistiche complementari. Con le novità della legge di bilancio la Rita potrà essere concessa quindi con un anticipo sino a cinque anni (ad esempio dai 61 anni e 7 mesi di età) contro i 43 mesi previsti in origine che diventano dieci per i disoccupati da oltre 24 mesi. La misura, inoltre, è stata stabilizzata anche oltre il 2018.

Conclusione

In quest’articolo abbiamo illustrato le possibili alternativi, comunque le consiglio di rivolgersi ad un patronato, a mio avviso lei, vista l’età,  si avvicina più alla RITA, ma bisogna avere almeno 5 anni maturati nelle forme pensionistiche complementari.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Lettere, Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Ape Social