Pensione anticipata, APE Sociale, l’INPS pubblica le FAQ, tutte le novità e i chiarimenti (parte seconda)

Pensione anticipata - Ape sociale, l'INPS pubblica le domande e risposte di carattere generale, ecco tutte le novità e le precisazioni in materia (Parte seconda).

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione anticipata - Ape sociale, l'INPS pubblica le domande e risposte di carattere generale, ecco tutte le novità e le precisazioni in materia (Parte seconda).

Pensione anticipata, APE Sociale, l’INPS pubblica le FAQ (domande e risposte) di carattere generale.

E’ possibile leggere qui, la prima parte: Pensione anticipata, APE Sociale, l’INPS pubblica le FAQ, tutte le novità e i chiarimenti (parte prima)

Pensione, le FAQ APE Sociale (parte seconda)

Caratteristiche per condizioni soggettive

Requisiti e condizioni per le ipotesi di cui alla lettera a): stato di Disoccupazione/tipologia cessazione/percezione trattamento di disoccupazione ed inoccupazione

Tipologia di rapporto di lavoro da cessare

12. Un commerciante 63 anni, 30 anni di contributi, cede l’attività e rimane senza lavoro per 3 mesi, avrebbe diritto all’APE Sociale?

Risposta

L’ape sociale è concessa ai soggetti che, oltre ad essere in possesso di determinati requisiti anagrafico/contributivi, siano in particolari condizioni previste dalla legge (disoccupazione, assistenza a soggetto con handicap grave, invalido al 74%, lavoratore che svolge attività c.d. “gravose”) ed abbiano cessato l’attività lavorativa. Nel caso esposto la semplice cessazione di attività commerciale seguita da tre mesi di inoccupazione non è sufficiente al riconoscimento del beneficio. 13. Un lavoratore autonomo che ha cessato l’attività, può presentare domanda di APE sociale?

Risposta

L’ape sociale è concessa ai soggetti che, oltre ad essere iscritti alle gestione espressamente indicate dalla legge e ad essere in possesso di determinati requisiti anagrafico/contributivi, siano in particolari condizioni previste dalla legge (in breve: in stato di disoccupazione, che assiste un soggetto con handicap grave, invalido al 74%, lavoratore che svolge attività c.d. “gravose”) ed abbiano cessato l’attività lavorativa. Nel caso indicato, anche se l’ape sociale è applicabile anche agli iscritti alla gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la semplice cessazione di attività commerciale non è sufficiente al riconoscimento del beneficio.

Soggetto che non ha percepito la prestazione di disoccupazione

14. In caso di licenziamento individuale o collettivo, il soggetto deve aver terminato la indennità di disoccupazione legata a quel licenziamento e deve essere trascorso un periodo di inoccupazione non inferiore a tre mesi. Ma nel caso di soggetto inoccupato che non ha percepito e non percepisce Naspi perché non può accedere a tale prestazione, lo stesso, può presentare istanza per accedere all’APE sociale in quanto inoccupato?

Risposta

No, ai fini della presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso per l’ape sociale è indispensabile aver goduto interamente della prestazione di disoccupazione ed avere lo status di disoccupato per almeno tre mesi dopo il termine della stessa (i tre mesi di disoccupazione al termine del trattamento sono valutabili in via prospettica) . Il beneficio non si estende ai soggetti semplicemente inoccupati che non abbiano diritto a conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei requisiti necessari ai sensi della normativa vigente.

15. Si chiede se rientrano nei possibili destinatari dell’Ape Sociale i lavoratori disoccupati secondo le fattispecie previste ma che – a vario titolo (il soggetto non era destinatario della specifica assicurazione al momento del licenziamento, ovvero non aveva il requisito di contribuzione, ovvero non ne abbia fatto domanda) – non hanno goduto di alcun trattamento per disoccupazione.

Risposta

No, ai fini della presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso per l’ape sociale è indispensabile aver goduto interamente della prestazione di disoccupazione ed avere lo status di disoccupato per almeno tre mesi dopo il termine della stessa (i tre mesi di disoccupazione al termine del trattamento sono valutabili in via prospettica.) Il beneficio non si estende ai soggetti semplicemente inoccupati che non abbiano diritto a conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei requisiti necessari per espressa disposizione normativa.

16. Un soggetto che non abbia goduto affatto della prestazione di disoccupazione perché non l’ha richiesta nei termini oppure perché non ne aveva i requisiti può comunque richiedere l’accesso al beneficio di Ape sociale, nel caso l’attività lavorativa risulti cessata per uno dei tre motivi indicati rispettivamente all’art.2, comma 1 lett.a) del DPCM n.88/2017 e art.3, comma 1 lettera) del DPCM n.87/2017?

Risposta

No, ai fini della presentazione della domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso per l’ape sociale è indispensabile aver goduto interamente della prestazione di disoccupazione ed avere lo status di disoccupato per almeno tre mesi dopo il termine della stessa (i tre mesi di disoccupazione al termine del trattamento sono valutabili in via prospettica). Il beneficio non si estende ai soggetti semplicemente inoccupati che non abbiano diritto a conseguire alcuna prestazione di disoccupazione per mancanza dei requisiti necessari per espressa disposizione normativa.

Tipologia di cessazione richiesta

Dimissioni per giusta causa

7. Le dimissioni per giusta causa vengono date con la metodologia attualmente in vigore delle dimissioni on line. E’ necessario indicare le stesse causali previste per la NASPI?

Risposta

Alla domanda di riconoscimento delle condizioni per l’Ape sociale, come richiesto dall’articolo 5 del d.P.C.M., va allegata la lettera di dimissioni per giusta causa che ha rappresentato il presupposto per la concessione della Naspi.

Contratto di lavoro a tempo determinato

18. I lavoratori agricoli e non, lavoratori a termine che hanno una scadenza naturale del contratto, non possono accedere all’APE sociale perché manca la condizione del licenziamento. Si chiede di sapere se tutte le forme di lavoro a termine che giungono a naturale conclusione, escludono la possibilità di accesso all’APE sociale.

Risposta

SI, un lavoratore che cessi l’attività lavorativa in seguito alla scadenza naturale di un contratto a termine non rientra tra i potenziali beneficiari dell’APE sociale. Questo tuttavia non esclude che anche un lavoratore a termine, ove sia licenziato prima della naturale scadenza del contratto, possa, in presenza di tutti i requisiti e le condizioni normativamente previsti, accedere all’APE sociale.

Mobilità

19. La condizione richiesta, per accedere all’APE sociale, di “aver concluso da almeno tre mesi di godere dell’intera prestazione per la disoccupazione a lui spettante” (rispettivamente art.2, comma 1 lett.a) del DPCM n.88/2017 e art.3, comma 1 lett.a) del DPCM n.87/2017), si deve intendere come riferita esclusivamente ad una prestazione di disoccupazione (NASPI o ASPI) oppure anche alla conclusione del godimento di un trattamento di MOBILITA’? In sostanza: i lavoratori che a seguito di licenziamento sono stati collocati in mobilità, sono ammessi a presentare domanda per accedere all’APE Sociale o all’anticipo pensionistico come lavoratori precoci, una volta conclusa da tre mesi la mobilità?

Risposta

Ai fini dell’accesso all’APE, bisognerà attendere la fine della prestazione, il trascorrere dei tre mesi in stato di inoccupazione e poi, si potrà considerare l’assolvimento dei requisiti richiesti per l’accesso al beneficio. Ciò vale anche per la mobilità ordinaria.

Mobilità in deroga

20. I lavoratori che hanno terminato di godere della prestazione di disoccupazione/mobilità, ed iniziano a percepire l’indennità per mobilità in deroga, non possono far valere tale periodo ai fini dei tre mesi necessari per la presentazione della domande di accesso al beneficio APE Sociale, a differenza di quanto è invece ammesso per coloro che percepiscono l’ASDI?

Risposta

La mobilità in deroga è una prestazione di natura previdenziale e che, pertanto, non può essere equiparata all’ASDI che è, invece, una prestazione assistenziale, e priva di contribuzione. Ai fini dell’accesso all’APE, bisognerà attendere la fine della prestazione, il trascorrere dei tre mesi in stato di disoccupazione e poi, si potranno considerare soddisfatti i requisiti richiesti per l’accesso al beneficio.

Termini di presentazione della domanda di certificazione

21. Se l’interessato finisce i 3 mesi di disoccupazione a novembre 2017, dovrebbe presentare domanda a dicembre 2017 e non prima? E quindi se il soggetto presentasse domanda a dicembre 2017 sarebbe FUORI TERMINE, perché la domanda deve essere presentata dal 17 giugno 2017 ed entro il 15 luglio 2017?

Risposta

E’ indispensabile che al momento della domanda di “certificazione” il soggetto abbia lo status di disoccupato ed abbia TERMINATO di godere dell’intera disoccupazione.
I 3 mesi di inoccupazione successivi al termine della disoccupazione possono essere valutati in via “prospettica” l’importante è che possano perfezionarsi entro la fine dell’anno di presentazione della domanda di certificazione.
Nel caso di specie i tre mesi di inoccupazione si realizzeranno a novembre 2017, quindi va bene. La domanda di certificazione può essere presentata al termine della disoccupazione.

Verifica dello stato di disoccupazione

22. Le circolari Inps nn.99 e 100/2017 affermano che “lo status di disoccupazione potrà essere verificato tramite la consultazione della permanenza del richiedente nelle liste di disoccupazione presenti presso i centri per l’impiego”; anche la domanda di verifica del diritto riporta nelle dichiarazioni obbligatorie “di essere in stato di disoccupazione e di essere iscritto nelle liste di disoccupazione presenti presso i centri per l’impiego”. Tuttavia in proposito alcuni uffici di collocamento (ad es.: Legnano) ci fanno notare che le liste di disoccupazione risultano soppresse dalla legge Biagi nel 2002. Per loro chi sta percependo il contributo economico è disponibile al lavoro in quanto obbligato e risulta iscritto, in questo senso gli uffici di collocamento potrebbero rilasciare un certificato che i soggetti sono iscritti con disponibilità al lavoro. Ma chi ha cessato di lavorare o di percepire un trattamento di disoccupazione da 2 -3 o 6 anni non risulta in alcuna lista e non sono in grado di rilasciare un certificato di disponibilità al lavoro ma solo lo stato disoccupazionale (con l’ultima attività lavorativa svolta), il che non sembra però quanto richiesto dall’Inps. Chiedo pertanto in proposito quale debba essere il nostro comportamento più opportuno: Invitiamo i lavoratori a recarsi all’ufficio di collocamento per verificare se siano ancora iscritti alle liste? Oppure non effettuiamo alcuna verifica direttamente e successivamente sarà l’INPS a compiere le verifiche del caso? Le circolari in realtà tra gli allegati alla domanda chiedono solo alcuni documenti e la richiesta di indicare il fatto che a domanda di NASPI sia terminata da almeno tre mesi.

Risposta

L’Istituto non ha competenza ad esprimersi in materia di stato di disoccupazione, che viene attestato dai centri per l’impiego. Al più è possibile verificare l’insussistenza dello svolgimento di attività lavorative.

23. Come previsto per il “Bonus sud”, è possibile mettere a disposizione un applicativo che prevede di verificare in automatico l’eventuale esistenza della dichiarazioni di immediata disponibilità?

Risposta

Attualmente è impossibile reperire negli archivi informatici dell’ANPAL le dichiarazioni di immediata disponibilità (DID). La gestione delle predette dichiarazioni avviene oggi ancora a livello regionale e non
nazionale, anche a seguito della proroga del periodo transitorio prima del passaggio definitivo ad ANPAL della gestione degli archivi informatici. Al momento DCERC mantiene in standby le verifiche dell’incentivo bonus sud per le quali non è stata ancora verificata la sussistenza della DID.

24. Si ha la condizione di disoccupato in quanto il soggetto è iscritto nelle liste di disoccupazione esistenti presso i Centri per l’impiego. Rispetto a persone che sono state licenziate da tempo e, quindi, in merito a situazioni “vecchie”, l’iscrizione deve essere attuale e, quindi, ci deve essere, ai sensi del d.lgs 150/2015, la “dichiarazione di disponibilità ad attività lavorativa”?

Risposta

L’Istituto non ha competenza ad esprimersi in materia di stato di disoccupazione, che viene attestato dai centri per l’impiego. Al più è possibile verificare l’insussistenza dello svolgimento di attività lavorative.

25. Ai fini della verifica dello stato di disoccupazione, è sufficiente la DID ai sensi dell’Art. 19 comma 1 del D.lgs 150/2015 che, peraltro presenta delle problematiche perché non è ancora visualizzabile ancora a livello nazionale ma solo a livello regionale su piattaforme diverse, oppure è necessaria la predisposizione del patto di servizio ai sensi dell’art. 20 del citato D.lgs 150/2015?

Risposta

Ai fini della verifica dello stato di disoccupazione è sufficiente la DID.

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Argomenti: News pensioni, Ape Social

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