Pensione anticipata APE, ecco perché non conviene: la spiegazione dell’Ufficio Bilancio

Pensione anticipata APE: i calcoli del Parlamento smentiscono la convenienza. Ecco quanto si perde con la riforma

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Pensione anticipata APE: i calcoli del Parlamento smentiscono la convenienza. Ecco quanto si perde con la riforma

La pensione anticipata con piano APE non conviene. A fare i conti per i lavoratori è stato proprio l’Ufficio Bilancio del Parlamento. Dunque il costo della stessa sarà scaricato prevalentemente sui lavoratori?

Prestito pensionistico APE: pagano i lavoratori

Nella nota dell’Ubp si legge chiaramente che “nella proposta governativa dell’APE (Anticipo Pensionistico) la flessibilità verrebbe finanziata con il ricorso a un prestito bancario che, una volta raggiunti i requisiti per la normale uscita di vecchiaia, il pensionato ripagherebbe tramite trattenute alla fonte sulla sua pensione”.

Pensione anticipata APE e altre proposte di riforma: il confronto

Il confronto con altre proposte di riforma sembra essere schiacciante: “questa opzione implicherebbe abbattimenti significativamente superiori rispetto a quelli delle proposte ”Damiano” (al massimo 2 per cento per anno di anticipo) e “Boeri” (3 per cento all’anno). Il progetto governativo contempla anche l’attivazione di una detrazione fiscale, selettiva nelle condizioni economiche, per sostenere alcune categorie di pensionati nella restituzione del prestito”.

Vero è che non sono noti ancora i dettagli del piano APE e, in particolare, gli interessi applicati al prestito pensionistico e i costi della polizza assicurativa in caso di premorienza. Ma il giudizio dell’Upb resta drastico: “la soluzione del prestito bancario è essenzialmente motivata dalle esigenze dei conti pubblici, che non consentirebbero le maggiori spese correnti comportate dalla flessibilità, anche qualora queste fossero bilanciate da minori spese prospettiche. Rispetto alle proposte “Damiano” e “Boeri”, la bozza di proposta governativa è chiaramente meno conveniente per il lavoratore e comporta un minore coinvolgimento dei conti pubblici. I flussi di cassa delle pensioni flessibili non proverrebbero dal bilancio dell’INPS ma dal sistema bancario -assicurativo con costi di mercato che con ogni probabilità implicheranno, per la restituzione del prestito bancario, abbattimenti superiori alle percentuali dei due ddl”.

Riforma pensioni APE: i prossimi step

APE e RITA: il parere sulla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

L’ultimo commento degli esperti del Parlamento riguarda la possibilità di affiancare all’APE anche la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA). Quest’ultima prevede il disaccoppiamento dei requisiti per l’accesso alla pensione tra pilastro pubblico e fondi pensione integrativi privati o polizze assicurative a finalità pensionistica. Lo scopo è quello di permettere di richiedere la pensione privata con qualche anno di anticipo.

 

 

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