Pensione anticipata a 55 anni con invalidità, dipendente ente pubblico

Pensione anticipata a 55 anni con 38 anni di contributi e con un'invalidità significativa, con quale forma pensionistica è possibile anticipare il pensionamento?

di Angelina Tortora, pubblicato il
pensione anticipata

Analizziamo la pensione anticipata e invalidità per i dipendenti del settore pubblico, rispondendo ad un quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, ho 55 anni e 38 anni di contributi. Lavoro in un ente pubblico e in questi giorni, in seguito ad un ictus, ho ricevuto il verbale di invalidità con percentuale al 100%. La revisione è  prevista fra un anno. Da calcoli effettuati dovrei andare in pensione a marzo 2023. Vi sono possibilità  di anticipare tale data?  Ringrazio e saluto cordialmente.

I dipendenti pubblici, a differenza di quelli del settore privato, non possono accedere all’anticipo della pensione di vecchiaia per invalidità superiore all’80% poiché questo beneficio è a loro precluso. Anche se si possedono tutti i requisiti, i dipendenti pubblici non possono fare richiesta di questa tipologia di pensionamento. L’unica possibilità è data dalla pensione di inabilità lavororativa, vediamo di capire quando e come è possibile.

Pensione: possibile alternativa con inabilità al lavoro

Qualora un dipendente pubblico non sia in grado di proseguire l’attività lavorativa per l’aggravamento del proprio stato di salute, può chiedere al proprio ente datore di lavoro di essere sottoposto alla visita medico-collegiale per il riconoscimento dell’inabilità.

Con effetto dal 1° gennaio 1996, l’articolo 2, comma 12, legge 8 agosto 1995, n. 335 prevede il diritto a conseguire un trattamento pensionistico nei casi in cui la cessazione del servizio sia dovuta a infermità non dipendente da causa di servizio e per la quale gli interessati si trovino «nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa».

Il riconoscimento della pensione di inabilità secondo l’articolo 2, comma 12, legge 335/1995 comporta l’attribuzione di un “bonus” o di un’anzianità convenzionale come se l’iscritto avesse lavorato fino al compimento del 60° anno di età oppure fino al 40° anno di servizio.

Requisiti

La pensione di inabilità viene concessa in presenza di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale, valutati dalla Commissione Medica Legale dell’INPS e di almeno 260 contributi settimanali (cinque anni di contribuzione e assicurazione) di cui 156 (tre anni di contribuzione e assicurazione) nel quinquennio precedente la data di presentazione della domanda.

È, inoltre, richiesta:

  • la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa;
  • la cancellazione dagli elenchi anagrafici degli operai agricoli e dagli elenchi di categoria dei lavoratori autonomi;
  • la cancellazione dagli albi professionali;
  • la rinuncia ai trattamenti a carico dell’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e a ogni altro trattamento sostitutivo o integrativo della retribuzione.

Pensione inabilità quando non è riconosciuta

Il diritto alla pensione privilegiata di inabilità non può essere riconosciuto quando dall’evento inabilitante, derivi il diritto di rendita a carico dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ovvero a trattamenti a carattere continuativo di natura previdenziale e assistenziale a carico dello Stato e di altri enti pubblici.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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Argomenti: Quesiti Pensione Anticipata, News pensioni, Pensioni anticipate