Pensione a 66 anni: come funziona per le donne?

In un caso, le donne possono andare in pensione a 66 anni. Questa possibilità è prevista dall'Opzione Dini introdotta dalla Legge 335/1995, nota anche come Legge Dini.

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In un caso, le donne possono andare in pensione a 66 anni. Questa possibilità è prevista dall'Opzione Dini introdotta dalla Legge 335/1995, nota anche come Legge Dini.

In un caso, le donne possono andare in pensione a 66 anni. Questa possibilità è prevista dall’Opzione Dini introdotta dalla Legge 335/1995, nota anche come Legge Dini.

Con questa agevolazione le donne possono anticipare di un anno l’uscita dal lavoro fruendo di un calcolo più vantaggioso dell’assegno. Sia chiaro: l’Opzione Dini vale anche per gli uomini ma, per le donne, può essere più conveniente e ti spieghiamo perché.

Pensione a 66 anni per le donne: l’Opzione Dini

In termini di calcolo della pensione, dal 1° gennaio 1996 si è passati dal regime retributivo a quello contributivo.

La Legge Dini ha introdotto una novità, un’opzione contributiva per accedere alla pensione di vecchiaia che agevola le donne in quanto permette loro (in un caso particolare) di ottenere il trattamento pensionistico con meno contributi e con un anno di anticipo. Quando è possibile? Rispondiamo alla domanda più avanti.

In tema di agevolazioni per le donne, la prima soluzione che viene in mente è Opzione Donna che permette alle lavoratrici dipendenti (all’età di 58 anni) e autonome (a 59 anni) l’uscita anticipata dal lavoro con 35 anni di contributi. Con Opzione Donna le lavoratrici vengono penalizzate: devono accettare un ricalcolo esclusivamente contributivo dell’assegno senza alcuna agevolazione.

Molti non sanno che, in particolare per le donne, c’è un’altra misura che permette l’uscita dal lavoro anticipatamente. E’, per l’appunto, l’Opzione Dini che in un caso prevede il pensionamento a 66 anni per le lavoratrici. Vediamo come funziona questa misura e quando è possibile.

Come funziona l’Opzione Dini?

Tanto la Legge Dini quanto il DL 335/2001 riconoscono ai lavoratori (uomini e donne) la possibilità di scegliere di andare in pensione anticipatamente con il calcolo contributivo. Per ottenerla, i requisiti necessari sono: anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995, anzianità contributiva maturata pari o superiore ai 15 anni, di cui 5 nel regime contributivo.

Bastano 15 anni di contributi anziché 20, a condizione che almeno un versamento contributivo sia stato effettuato precedentemente al 1° gennaio 1996 ed almeno 5 anni di contributi siano maturati in seguito.

Quale particolare agevolazione è concessa alle donne con l’Opzione Dini?

Quando le donne possono andare in pensione a 66 anni?

Oltre ai requisiti appena descritti che valgono per uomini e donne, l’Opzione Dini riconosce una specifica agevolazione alle donne madri. Per loro è previsto uno sconto del requisito anagrafico di 4 mesi per ogni figlio fino ad un massimo di 12 mesi.

Se la donna lavoratrice ha avuto 3 figli, può ottenere lo sconto di un anno accedendo alla pensione di vecchiaia all’età di 66 anni (anziché i 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia anche nel 2021). Può farlo avendo maturato 15 anni di contribuzione anziché 20 anni.

In alternativa, le donne che rinunciano allo sconto sull’età possono scegliere il ricalcolo contributivo dell’assegno che, in tal caso, è più favorevole in quanto viene applicato un dato coefficiente di trasformazione. Più si ritarda il collocamento in quiescenza, più vantaggioso sarà il coefficiente associato all’età della donna al momento del pensionamento maggiorato di un anno (se ha 1-2 figli) o di 2 anni (se ha 3 o più figli).

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