Pensione a 64 anni con 20 anni di contributi nel 2022 è possibile ancora con il salvacondotto? 

Per le donne 20 anni di contributi, per gli uomini 35, erano le soglie utili alla pensione in deroga Fornero, ma oggi non esiste più.   

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Un sistema in costante evoluzione è sicuramente quello della previdenza sociale italiana. Negli anni misure pensionistiche sempre diverse e con requisiti altrettanto diversi sono stati introdotte dalla normativa vigente. L’ultima riforma vera del sistema di cui si ha memoria è sicuramente la riforma Fornero. Dal 2012 in avanti infatti sono state introdotte nuove misure, ma per lo più misure tampone che non hanno modificato il sistema che è rimasto ancorato alla riforma dell’allora governo Monti. Molte misure sono state introdotte quindi producendo un effetto assai particolare. Tante novità che in effetti hanno generato non poca confusione nei lavoratori che vorrebbero andare in pensione. 

“Buonasera, sono una donna che ha appena compiuto 64 anni di età è ormai da anni non lavoro più e faccio la casalinga. Ho smesso infatti di lavorare in una sartoria nel 2011 dopo circa 20 anni di lavoro come sarta. Ho letto che nel 2022 si può andare in pensione a 64 anni ma solo se ho maturato pure 38 anni di contributi versati. Dovrebbe chiamarsi quota 102 la misura. Naturalmente non ho i 38 anni di contributi versati, perché ne ho poco più di venti. Qualcuno mi ha detto che c’è una misura introdotta proprio dalla legge Fornero che consente di uscire dal lavoro con vent’anni di contributi purché siano stati versati prima della fine del 2012. Ed io effettivamente mi ritrovo ad aver versato tutti i miei contributi prima del 31 dicembre di quell’anno. Secondo voi potrei sfruttarla per andare in pensione subito? Oppure, quando secondo voi potrò presentare domanda per la pensione?” 

La pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni salvo variazioni 

Il quesito della nostra elettrice ci riporta alla mente una vecchia misura introdotta proprio dalla legge Fornero a cui lei stessa fa riferimento.

La misura infatti è stata sempre chiamata salvacondotto. Si tratta di una misura che consentiva l’accesso al pensionamento a partire dai 64 anni di età. La stessa età quindi della quota 102, misura quest’ultima in vigore nel 2022 che però scadrà il prossimo 31 dicembre. La quota 102 prevede 38 anni di contributi versati ed età minima di 64 anni.

Per le pensioni buone nuove sono attesa nella legge di Stabilità

Non è facile ma è probabile che una misura di pensionamento anticipato a partire dai 64 anni di età faccia capolino anche nella prossima legge di Bilancio, sempre che dalle nuove elezioni esca un governo capace di mettere le mani al pacchetto previdenziale della manovra finanziaria. Infatti si discute proprio di introdurre una misura che consenta il pensionamento a partire dai 64 anni di età a chi ha una carriera più corta di 38 anni di contributi previsti dalla quota 102. Quindi una pensione con 64 anni di età e 20 anni di contributi versati potrebbe essere una soluzione valida per la nostra lettrice nel caso in cui venga introdotta come novità 2023. Ma è solo un’ipotesi. La realtà è che al momento, l’unica via per lei sarebbe di aspettare i 67 anni di età e quindi la pensione di vecchiaia ordinaria. Questo perché con vent’anni di contributi, allo stato attuale delle cose, è l’unica possibilità di chi ci scrive. 

Pensione a 64 anni: il salvacondotto Fornero e come funzionava 

La misura a cui fa riferimento la nostra lettrice invece è una misura ormai cessata e non più utilizzabile anche perché riguardava persone che oggi hanno oltre 70 anni di età. La misura è stata introdotta all’epoca della riforma Fornero con una funzione specifica.  Era quella di salvaguardare i lavoratori che rischiavano di essere tra i più penalizzati dall’introduzione di quella rigida riforma delle pensioni del governo Monti. La misura che si chiamava pensione in deroga Fornero, assunse subito il nome di salvacondotto proprio a dimostrare il fatto che era una misura di salvaguardia per molti lavoratori.

 In pratica salvava alcuni lavoratori dal repentino inasprimento dei requisiti di accesso alle pensioni che la riforma introdusse. La misura prevedeva la possibilità di andare in pensione a chi aveva 64 anni di età (con adeguamento alla stima di vita della popolazione) senza alcuna penalizzazione ma rispettando determinati requisiti.  

Il salvacondotto non è più in vigore da anni ormai 

La misura come detto oggi non è più attiva anche perché riguardava tutti i lavoratori nati entro il 31 dicembre 1952, cioè soggetti che oggi sono già pensionati e che hanno all’incirca 70 anni di età. La nostra lettrice quindi non rientra in questa misura che effettivamente non esiste più. Lei è troppo giovane per poter godere di un trattamento del genere che consentiva tra l’altro il pensionamento solo per le donne con 20 anni di contributi versati. Infatti il salvacondotto prevedeva per gli uomini 35 anni di contributi versati. Inoltre queste carriere e dovevano essere completate entro il 31 dicembre 2012. 

Pensione a 64 anni: pensione anticipata contributiva 

64 anni di età e vent’anni di contributi versati quindi potevano essere utili alla lettrice solo se il salvacondotto fosse stato ancora attivo oggi. Per lei non c’è alternativa ad attendere 67 anni e quindi il pensionamento non potrà arrivare se non nel 2025. Dal momento che lei ha completato i 20 anni di contribuzione versata prima del 2012, non c’è la possibilità nemmeno di accedere alla pensione anticipata contributiva. Si tratta di un’altra misura che consente il pensionamento con 64 anni di età e 20 anni di contributi versati. Serve però che il primo versamento sia successivo al 1995. Vista la carriera di 20 anni completata già entro la fine del 2012, la lavoratrice del quesito ha diversi anni di contributi versati prima del 1996. Versamenti che di fatto la tagliano fuori da questa misura di pensionamento anticipato. 

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