Dopo quanti anni di lavoro si può andare in pensione a 64 anni

A 64 anni si può tranquillamente andare in pensione, ma servono molti contributi versati. Come varia il diritto in base alle varie deroghe pensionistiche in vigore.

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Per chi compie 64 anni di età, le possibilità di andare in pensione non sono poche. Serve, però, un certo numero di contributi per soddisfare i requisiti che permettono l’uscita anticipata rispetto alla vecchiaia prevista a 67 anni.

Sicchè, questa soglia di età anagrafica potrebbe essere un lusso per pochi. Non bastano infatti 20 anni di versamenti, come previsto a 67 anni di età, ma ne servono di più. Fatta eccezione per il comparto Difesa e Sicurezza, cioè militari e poliziotti, vediamo quali sono le possibilità di uscita a 64 anni.

In pensione a 64 anni con le Quote

Una delle possibilità di pensionamento anticipato a 64 anni è quella riservata a coloro che rientrano nella Quota 100, Quota 102 e Quota 103. Per le prime due (terminate) basta aver cristallizzato il diritto al 31 dicembre 2021 e 31 dicembre 2022 rispettivamente. Per l’ultima, invece, il diritto matura quest’anno e dura fino al 31 dicembre 2023. I contributi minimi necessari sono:

  • 38 anni con Quota 100 entro il 31 dicembre 2021;
  • 38 anni con Quota 102 entro il 31 dicembre 2022;
  • 41 anni con Quota 103 entro il 31 dicembre 2023.

Questo meccanismo consente di andare in pensione a 64 anni di età tre mesi dopo la maturazione dei requisiti (finestra). La rendita è liquidata col sistema retributivo e misto e non si possono percepire altri redditi da lavoro fino al raggiungimento dei requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia o anticipata con 41-42 anni e 10 mesi di contributi.

L’uscita con il sistema contributivo

A parte ciò, c’è un’altra possibilità per uscire a 64 anni, ma è molto stringente. La legge consente infatti di andare in pensione con almeno 20 anni di contributi solo a chi ricade totalmente nel sistema di calcolo contributivo.

Per avere diritto a questa pensione, però, bisogna aver maturato una rendita pari ad almeno 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale (1.406 euro al mese).

Quindi per la maggior parte dei lavoratori rimane una strada quasi impossibile da percorrere.

Opzione Donna, Ape Sociale, lavoratori precoci

Ma in pensione a 64 anni si può andare anche con Ape Sociale, Opzione Donna e Quota 41. Si tratta di tre strumenti che consentono l’uscita anticipata a patto che siano rispettati, oltre ai requisiti anagrafici e contributivi, anche particolari condizioni sociali di disagio. Come aver perso il lavoro (disoccupati), essere caregiver o invalidi con almeno il 74% di invalidità civile riconosciuta.

A parte il metodo di calcolo della pensione che varia in base al tipo di deroga, vediamo quanti contributi servono per uscire a 64 anni di età, posto che questo requisito anagrafico risulta pienamente sodisfatto:

  • 30 anni di contributi con Ape Sociale (36 per i lavoratori usuranti, 32 per edili e ceramisti);
  • 35 anni di contributi per Opzione Donna;
  • 41 anni di contributi per lavoratori precoci.

Hanno diritto di lasciare il lavoro a 64 anni anche i lavoratori notturni e usuranti. Il diritto al pensione scatta al raggiungimento di 35 anni di contributi purché siano soddisfatti particolari requisiti legati alle prestazioni svolte.

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