Pensione a 63 anni, ecco come ottenerla

Pensione anticipata a 63 anni: quali lavoratori ne hanno diritto e come ottenerla. 

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Pensione anticipata a 63 anni: quali lavoratori ne hanno diritto e come ottenerla. 

Andare in pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi di età con almeno 20 anni di contributi, inoltre l’assegno pensionistico calcolato deve superare di 2,8 volte l’assegno sociale, quindi deve superare 1.254,60 euro mensili.
Vediamo insieme quali sono i requisiti e come accedere alla pensione.

Pensione a 63 anni: requisiti

Sopra abbiamo riportato due requisiti fondamentali, vediamo esattamente quali sono tutti i requisiti per andare in pensione a 63 anni:

  • età: aver compiuto 63 anni e 7 mesi di età;
  • contributivo: almeno 20 anni di contributi;
  • importo minimo: il calcolo dell’assegno deve superare 2,8 volte l’assegno sociale, quindi deve superare euro 1.254,60 mensili;
  • il calcolo avviene con il sistema contributivo, questo significa che anche una settimana versata prima del 1996 non dà diritto alla pensione.

In questo ultimo caso, esiste la possibilità per i lavoratori che hanno diritto, al calcolo misto del trattamento che permette comunque di andare in pensione anticipata a 63 anni, solo in alcuni casi.

Computo nella gestione separata

Per tutti i lavorati che hanno contributi versati prima del 1996, esiste un modo per ottenere comunque la pensione anticipata contributiva, si tratta del computo nella gestione separata dell’Inps.

I lavoratori iscritti alla gestione separata, possono optare di versare in questa gestione la contribuzione posseduta in altre casse, escluse quelle professionali, In questo modo possono optando per il computo dei contributi, quindi tutti i versamenti contributivi saranno ricalcolati col sistema contributivo, dando la possibilità, di ottenere la pensione anticipata contributiva a 63 anni e 7 mesi di età.

Requisiti per la gestione separata

È possibile optare per il computo nella gestione separata solo se si possiedono determinati requisiti:

  • si è iscritti alla gestione separata (come liberi professionisti, collaboratori, lavoratori con contratto di prestazione occasionale, ecc.);
  • si possiedono almeno 15 anni di contributi;
  • si possiedono meno di 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995;
  • si possiedono almeno 5 anni di contributi versati dal 1996;
  • è stato accreditato almeno un mese di contribuzione nella Gestione Separata.

Pensione anticipata a 63 anni: è penalizzante?

Il calcolo contributivo dell’uscita dal lavoro a 63 anni risulta penalizzante rispetto a quello retributivo.
Il calcolo retributivo si basa sugli ultimi anni di stipendio, mentre quello contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati nell’arco della vita lavorativa.

Tutto dipende dall’obiettivo da raggiungere, in molti casi la pensione con il ricalcolo contributivo può risultare conveniente per chi non possiede molti contributi calcolabili col sistema retributivo.

Questo sistema permette comunque di andare in pensione 3 anni prima rispetto all’età necessaria per la pensione di vecchiaia, che dal 2018 diventerà 66 anni e 7 mesi per tutti.

Ape volontaria

L’Ape Volontaria consiste in un prestito bancario, è richiesto un’età pari a 63 anni e 20 anni di contributi. I lavoratori riceveranno dall’Inps un sussidio che li accompagnerà alla pensione, l’importo dell’assegno non potrà superare i di accompagnamento alla pensione per un importo massimo mensile che non potrà comunque superare i1.500 euro lordi.

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Ape Sociale

L’Ape Sociale invece è a totale carico dello Stato, bisogna avere 63 anni di età e in base alle categorie di tutela trenta o trentasei anni di anzianità contributiva. Ed esattamente: disoccupati, invalidi al 74%, caregiver, lavoratori che svolgono lavori gravosi o usuranti.

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