Pensione 2020: proroga Opzione Donna e pensione di garanzia giovani pilastri della riforma?

Riforma pensioni 2020: Opzione Donna e pensione garanzia giovani i due pilastri del governo Conte bis?

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Riforma pensioni 2020: Opzione Donna e pensione garanzia giovani i due pilastri del governo Conte bis?

Si iniziare a delineare la riforma pensioni 2020 del Governo Conte bis. Nel dubbio sul futuro della quota 100, i due pilastri fondamentali del nuovo programma sembrano essere la proroga dell’Opzione Donna e la pensione di garanzia. Analizziamo più da vicino i possibile scenari.

Proroga Opzione Donna 2020

Ad oggi possono rientrare nell’Opzione Donna le lavoratrici che hanno maturato i requisiti di 58 anni di età (59 se autonome) e almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2018.

A conti fatti, quindi, possono accedere alla pensione anticipata tramite Opzione donna le donne nate entro il 31 dicembre 1960, oppure il 1959 se autonome. Tale decisione, dettata spesso dalla volontà di dedicarsi alla famiglia e alla vita privata, prevede un costo. La decurtazione sull’assegno pensione può arrivare anche al 30%.

Pensione di garanzia per i giovani: agevolazioni per precari con carriere discontinue

L’altra grande novità previdenziale nel programma del nuovo governo riguarda invece i  più giovani. Si inizia a lavorare sempre più tardi e con stipendi bassi e contratti precari. In questo scenario è inevitabile che la pensione futura spaventi. L’idea è quella di istituire una pensione di garanzia: si pianifica di incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico che include anche la prestazione per i giovani, per andare incontro a coloro che hanno carriere discontinue. Ad oggi non ci sono dettagli relativamente alle modalità previste per prevedere la pensione di garanzia.

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Si tratta, in ogni caso, di una misura che andrebbe incontro a un priorità indicata da molti. Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali ha anticipato che si tratterebbe di un intervento auspicabile anche per adeguare l’Italia al resto del mondo per quanto concerne l’integrazione al minimo.

L’esperto ha anche avanzato un’ipotesi concreta: un plafond di 240 euro di integrazione, da modulare sulla base degli anni di lavoro.

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