Pensionati all’estero, non solo pochi mesi l’anno: boom di acquisti case

Pensionati italiani all'estero, sempre più mettono le radici e comprano casa: ecco dove

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Pensionati italiani all'estero, sempre più mettono le radici e comprano casa: ecco dove

Ormai non sono più mosche bianche o anticonformisti radical chic: i pensionati all’estero rappresentano una realtà importante nel panorama sociale ed economico italiano. Tasse troppo alte sulle case, ricerca di un clima favorevole tutto l’anno, l’indebolimento dei legami famigliari e la voglia di cambiare e di scoprire nuovi posti, ha portato molti neopensionati a scegliere posti europei o esotici in cui passare quella che a tutti gli effetti è una seconda giovinezza. Questa tendenza, ormai in aumento esponenziale, potrebbe avere ricadute negative sull’economia del nostro paese.

Come e perché è esploso il fenomeno dei pensionati all’estero

Partiamo con i numeri: secondo il centro studi Scenari Immobiliari, nel decennio 2005-2014 il numero di case acquistate all’estero è passato da quasi 19.000 unità ad oltre 45.000; il dato è ancora più indicativo se teniamo presente che le cifre rappresentano, rispettivamente, il 2,18% e il 10,86% del totale delle case acquistate. A questi numeri ha sicuramente contribuito il calo di compravendite in Italia a partire dal 2009, ma resta comunque eloquente il tasso di crescita assoluto delle unità immobiliari acquistare in paesi stranieri.

Non dimentichiamo però che il numero di pensionati all’estero è salito per ragioni sì economiche, quindi legate alla possibilità di accedere a casa più grandi, belle e in zone di prestigio a prezzi uguali se non inferiori a quelli di piccoli appartamenti in zone periferiche italiane, ma anche per una sempre più diffusa emancipazione della figura del pensionato.

Nell’immaginario collettivo è ancora l’anziano legato al territorio, poco propenso a cambiare stile di vita; in realtà, soprattutto a causa dell’allentamento dei legami più stretti (la fuga di cervelli ha spinto molti figli di pensionati all’estero) l’idea di una nuova avventura, al caldo e circondati da ogni comfort, viene presa seriamente in considerazione.

Altro motivo è il riconoscimento della portabilità della parte non contributiva della pensione anche nei paesi al di fuori della Comunità Europea; un privilegio piuttosto raro che di fatto sposta un capitale importante fuori dall’Italia. I pensionati all’estero investono altrove i loro soldi, preferndo mete esotiche o città che primeggiano per i servizi.

Dove acquistano casa i pensionati all’estero?

Un evergreen resta sicuramente la Spagna, rappresentata dalle Isole Canarie, seguita da destinazioni del Centro America, soprattutto Cuba e Repubblica Dominicana; in forte crescita è l’Oceania, in particolare con l’Australia.

In Europa sono gettonati anche paesi Europei, come Germania e Olanda, che garantiscono servizi di primo livello, soprattutto dal punto di vista sanitario.

È proprio la sanità uno delle variabili più importanti nel processo decisionale; anche chi preferisce mete calde e tropicali non trascura mai l’aspetto legato all’assistenza ospedaliera.

Ma, per pensionati che vanno, ci sono pensionati che vengono e rivalutano realtà come quella di Irsina, in provincia di Matera (Basilicata); da qualche anno, anche grazie alla vicinanza dell’aeroporto internazionale di Bari, nella piccola località lucana si sono trasferiti numerosi “retired” stranieri, in cerca di pace, tranquillità e di un’Italia autentica.

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