Pedone investito: ecco quando non ha ragione per la legge

Non sempre il pedone investito ha diritto al risarcimento danni: vediamo in quali casi è il pedone ad avere torto.

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Non sempre il pedone investito ha diritto al risarcimento danni: vediamo in quali casi è il pedone ad avere torto.

Un pedone investito da un’automobile non sempre ha ragione. Anche se il pedone non attraversa sulle strisce pedonali, ovviamente, è sempre compito dell’automobilista evitarlo per impedire l’investimento, se non può dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare di investire il pedone, infatti, l’automobilista è responsabile dei danni provocati al pedone.

Ma ci sono in casi in cui la legge, però, non da ragione al pedone, anche in caso di investimento. Vediamo quali sono.

Quando il pedone investito non ha ragione?

Secondo quanto chiarito da una recente sentenza del Tar Lombardia, la numero 1623 del 29 novembre 2016, la colpa di un incidente stradale in cui sono coinvolti un veicolo e un pedono può essere attribuita anche completamente al pedone.

Nel caso, ad esempio il pedone attraversa fuori dalle strisce, in una strada buia la colpa dell’incidente va attribuita all’impredenza di chi attraversa.

Secondo la legge il pedone deve attraversare sulle strisce pedonali e può farlo al di fuori soltanto qualora esse siano assenti o siano più lontane di 100 metri. L’attraversamento deve procedere in linea retta e non obbliqua.

Quando il pedone che attraversa fuori dalle strisce viene investito la colpa è comunque dell’automobilista che deve garantire la sicurezza altrui e la propria. Se l’investimento è determinato da imprudenza o distrazione dell’automobilista, quindi, il pedone, anche se attraversa al di fuori delle strisce, ha diritto al risarcimento del danno.

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