Patrimonializzazione PMI al via con la firma del decreto MISE

Si è dato il via, con la firma del decreto attuativo MISE, di concerto con il MEF ed Invitalia, alle misure per la patrimonializzazione delle PMI prevista con il decreto Rilancio

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Si è dato il via, con la firma del decreto attuativo MISE, di concerto con il MEF ed Invitalia, alle misure per la patrimonializzazione delle PMI prevista con il decreto Rilancio

È stato firmato, nel corso di un evento di presentazione svoltosi oggi, 16 settembre 2020, al Ministero dell’Economia e delle Finanze con i Ministri Roberto Gualtieri (MEF) e Stefano Patuanelli (MISE), e l’Amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, il decreto attuativo che fornisce operatività alle misure per la patrimonializzazione delle PMI, introdotte con il Decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2020).

Si tratta di misure destinate a sostenere quelle piccole e medie imprese che necessitano di un aumento di capitale per fronteggiare le difficoltà determinate in questi mesi dall’emergenza Covid-19

Incentivi per la patrimonializzazione PMI: tra credito d’imposta e Fondo Patrimonio PMI

Il decreto firmato oggi è quello attuativo di un programma denominato “Pari Passu”, che prevede incentivi sotto forma di credito d’imposta per gli aumenti di capitale effettuati dalle predette imprese. Il decreto, inoltre, dà anche operatività all’istituzione del “Fondo Patrimonio PMI“.

“Oggi presentiamo un insieme di strumenti per sostenere le PMI e quindi rafforzare il sistema industriale e produttivo del Paese nella loro patrimonializzazione”, ha dichiarato il Ministro Patuanelli. “Il decreto Rilancio ha, infatti, introdotto una serie di importanti misure a supporto delle imprese, proprio con l’obiettivo di tutelare e rafforzare il nostro sistema produttivo, duramente colpito nel corso del periodo di emergenza”, ha continuato lo stesso Ministro, secondo quanto si apprende dal comunicato stampa del MISE.

Beneficiari di queste misure, nel dettaglio, sono le società di capitali o cooperative (ad esclusione di quelle dei settori bancario, finanziario e assicurativo) che:

  • abbiano sede legale in Italia;
  • con ricavi compresi fra 5 e 50 milioni di euro;
  • e che abbiano subito una riduzione complessiva dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente e che per questo motivo abbiano deliberato ed eseguito un aumento di capitale, dopo il 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del decreto Rilancio) ed il 31 dicembre 2020.

Ora il decreto attuativo è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione e si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per conoscere il contenuto.

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